Baragalla (La Baragāla in dialetto reggiano) è una località della periferia meridionale di Reggio, ultimo quartiere della città posto sull'ex statale 63 ormai saldato a Rivalta. Il territorio era storicamente diviso a metà fra le frazioni di Rivalta e di San Pellegrino: il confine correva lungo l'attuale strada che collega la località a Coviolo (via Guittone d'Arezzo), che un tempo proseguiva in senso opposto sino a Canali grazie a un guado, oggi scomparso, sul torrente Crostolo. La zona, grazie anche alla sua vicinanza al Crostolo, è popolata da molto tempo.

All'inizio del XX secolo, nei pressi del torrente, venne ritrovata una lapide romana con un'iscrizione dedicata alla dea Fortuna. Nelle aree a nord e a ovest di via Martiri della Bettola (ex statale 63) furono invece rinvenute cinque tombe a cremazione della seconda età del ferro. Il toponimo era storicamente attribuito al complesso insediativo dell'antica osteria della Baragalla, stazione di posta e ristoro posta sull'antica strada di Lunigiana, che rappresentava anche il nucleo storico del borgo. Oltre a questo agglomerato il territorio era contraddistinto da ville padronali e complessi rurali almeno sino agli anni a cavallo della Seconda guerra mondiale, quando furono costruite le prime abitazioni residenziali a margine dell'attuale via Fogazzaro.

Da allora l'espansione edilizia non conobbe sosta: negli anni Sessanta si consolidò l'abitato posto a ridosso dell'incrocio fra la ex Ss 63 e via Guittone d'Arezzo-via Albanesi. Nei due decenni successivi un tessuto edilizio sviluppato in altezza e più denso trovò spazio nella parte occidentale di via Martiri della Bettola, a ridosso di via Portella delle Ginestre e via Fontana, dove si insediarono gli abitanti provenienti dal vecchio Villaggio Catellani del Migliolungo, abbattuto negli anni '80. Sul lato est della ex statale, invece, fu realizzata un'edilizia di pregio a carattere rado ricca di verde e spazi individuali e oggi affiancata dalla passeggiata naturalistica del Crostolo.

In quel periodo crebbe la zona artigianale di via Yuri Gagarin. Dal punto di vista dei servizi alla persona è da ricordare come in loco a metà anni '50 andò a insediarsi il Centro Sacro Cuore, gestito dai Padri Gesuiti, allora nel territorio della parrocchia di Rivalta. Questa realtà rimase attiva sino alla metà degli anni '70 quando nei locali del complesso religioso l'istituto di formazione IFOA (da pochi anni trasferita nella nuova sede a nord della città), alcuni decenni più tardi affiancata dall'ente professionale ENAIP. Risale agli anni Sessanta la costruzione delle scuole elementari, oggi sede di attività educative pomeridiane per ragazzi, e dei primi anni Settanta è la costruzione del nido d'infanzia comunale Genoeffa Cervi di via Fucini, primo asilo nido della città. Nel 1978 fu eretta la parrocchia del Sacro Cuore di Baragalla che sino al 2010 svolgeva le sue funzioni nella piccola chiesa del Sacro Cuore posta a sud di via Guittone d'Arezzo, mentre oggi ha sede nel nuovo polo interparrocchiale posto a nord della vecchia collocazione.

A partire dagli anni 2000 Baragalla si è arricchita di due importanti poli di servizi a carattere cittadino: la sede della Croce Verde e la casa di riposo comunale Villa Le Mimose, site nella nuova lottizzazione di via Guinizelli. Le principali infrastrutture viabilistiche risalgono ai primi anni '90 (asse attrezzato, via Inghilterra) e al 2009 (bretella Canali-Baragalla, viale Piero Fornaciari). 

Bibliografia

  1. A. Cocconcelli, San Pellegrino ne' Borghi di Porta Castello. Undici secoli di storia, Reggio Emilia 1976.
  2. AA.VV., Le diocesi di Reggio Emilia e Guastalla. Compendio di notizie e dati statistici, Age Editoriale, Reggio Emilia 1985.
  3. W. Baricchi, Insediamento storico e beni culturali del Comune di Reggio Emilia, Reggio Emilia 1985.
  4. AA.VV., Piano dei Servizi, Comune di Reggio Emilia 2007-2009.
  5. A. Zamboni, C. Gandolfi, L'architettura del Novecento a Reggio Emilia, Bruno Mondadori, Milano 2011.