Violenza sulle donne: dati e iniziative 2025
Sabato 29 novembre Reggio Emilia si è mobilitata contro la violenza sulle donne con una camminata lungo le vie del centro storico che unirà voci e presenze, uomini e donne, giovani e meno giovani, associazionismo, mondo dello sport, istituzioni e cittadinanza. La Camminata contro la violenza sulle donne promossa dal Comune di Reggio Emilia e dal Tavolo Reggio contro la violenza sulle donne intende essere una testimonianza viva e concreta per contribuire a promuovere il cambiamento culturale necessario a radicare una cultura del rispetto e delle pari opportunità.
Oltre alla Camminata in rosso, sono state numerose le iniziative organizzate a Reggio Emilia in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne. Dalle attività del progetto “InTersezione” che con i volti femminili dell’artista Gianluigi Toccafondo ha colorato la città, ai laboratori in occasione della mostra dedicata a Margaret Bourke-White con 400 studenti per imparare a guardare con occhi liberi, dalla formazione per il personale educativo, a mostre, convegni e incontri.
Progetto di intersezione
Un focus specifico ha riguardato il contrasto della violenza di genere, con le iniziative del progetto “InTersezione. Linguaggi e pratiche al centro per promuovere il cambiamento contro la violenza sulle donne” coordinato dal Comune di Reggio Emilia e finanziato con un bando regionale finalizzato alla prevenzione e al contrasto alla violenza di genere. Le attività sono state organizzate in collaborazione con Associazione Nondasola, Provincia di Reggio Emilia, Comune di Baiso, Comune di Casina, Ufficio scolastico provinciale, Fondazione Palazzo Magnani, Fondazione per lo Sport, Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, Liceo "Chierici", Oscar Romero, Associazione Casa d’Altri, Iniziativa Laica, Mapei Stadium.
Si è partiti martedì 25 novembre con la campagna di sensibilizzazione realizzata dall’artista Gianluigi Toccafondo nel corso dei laboratori promossi dall’Ufficio Pari opportunità e condotti dall’associazione Nondasola nel biennio 2023–2024 all’interno delle scuole secondarie di primo e secondo grado del territorio. Una mostra open air negli spazi di affissione cittadina, che riproduce una nuova serie di volti di donne in un tripudio di colori e con una nuova veste grafica, e che in centro storico si arricchirà con l’esposizione di alcune vele da tre metri.
Lo stesso Toccafondo è stato protagonista di un incontro per presentare la pubblicazione “25 novembre – Gianluigi Toccafondo – Reggio Emilia” in cui si racconta - attraverso brevi testi, frasi che documentano la testimonianza diretta dei ragazzi e delle ragazze coinvolte e le immagini delle donne realizzate dall’artista - come l’arte possa essere un prezioso alleato per parlare di prevenzione della violenza di genere.
Hanno preso il via inoltre i laboratori “Imparare a guardare con occhi liberi”, promossi da Ufficio Pari Opportunità del Comune di Reggio Emilia, Fondazione Palazzo Magnani e Associazione Nondasola nell’ambito della mostra “Margaret Bourke-White. L’opera 1930-1960”, allestita presso i Chiostri di San Pietro fino all’8 febbraio. Le attività,rivolte a 400 tra ragazzi e ragazze delle scuole secondarie di primo e secondo grado del territorio, hanno avuto l’obiettivo di offrire a studenti e studentesse, in connessione con i linguaggi visivi e i temi proposti dall’opera fotografica di Bourke-White, gli strumenti per riflettere su temi connessi alle discriminazioni e alle forme sottili di violenza nelle relazioni interpersonali, stimolando una consapevolezza critica rispetto agli stereotipi di genere e promuovendo una cultura del rispetto e dell’autodeterminazione. In maniera complementare all’attività dedicata a studenti e studentesse, è stata organizzata anche una visita guidata riservata alle insegnanti per presentare i contenuti della mostra, approfondire i concetti affrontati durante i laboratori e fornire strumenti per accompagnare le ulteriori riflessioni in classe.
Da dicembre 2025 fino a marzo 2026 si sono svolti inoltre gli incontri formativi per docenti, educatori e educatrici di “Le parole quando si svegliano: contro la violenza”, al Caffè letterario Binario49 (via Turri 49). Quattro incontri ideati e curati da Loredana Lipperini con altrettante autrici – Marilù Oliva, Maria Grazia Calandrone, Giulia Paganelli, Giulia Caminito - per ragionare su come la parola, scritta e non, possa essere la più efficace possibilità per contrastare la violenza di genere, e in assoluto le forme d'odio che attraversano i nostri anni.
Le iniziative
Martedì 25 novembre si è svolto il convegno “Questo non è amore. Esserci contro la violenza di genere” promosso dalla Questura di Reggio Emilia con il sostegno di Fondazione Manodori e Rotary Terre di Matilde e in collaborazione con il Comune.
Sempre nella mattinata di martedì 25 novembre in piazza San Prospero è stata presentata l’Ambulanza 1522 della Croce Verde. Il progetto di sensibilizzazione e impegno sociale, realizzato in collaborazione con l’Associazione Nondasola e nato nel contesto di We care Pallacanestro Reggiana, grazie al sostegno dei numerosi donatori, ha permesso di mettere a disposizione della cittadinanza un nuovo mezzo per il soccorso, brandizzato con il logo dell’Associazione Nondasola e con il numero 1522 – antiviolenza e stalking, contribuendo così ogni giorno, sulla strada, a ricordare che la battaglia contro la violenza di genere coinvolge tutta la comunità. Il progetto dell’Ambulanza 1522 è stato possibile grazie a Fondazione Manodori con il contributo di Scat, Farmacia Bendinelli, RCF, Eden Salute e benessere, Emilbanca, Bertani spa, SBE - Varvit Spa e Conad Le Colline. All’inaugurazione sarà presente Annalisa Rabitti, assessora a Cura delle Persone e Pari opportunità del Comune di Reggio Emilia.
In occasione del 25 novembre, inoltre, Acer Reggio Emilia ha promosso una campagna di sensibilizzazione sul contrasto alla violenza di genere, inviando a circa 4.300 assegnatari degli alloggi gestiti, materiale informativo sulle attività dell’associazione Nondasola e sulla Casa delle donne.
Mercoledì 26 novembre si è tenuto al teatro Teatro Ariosto lo spettacolo “Invivavoce-Storie”, organizzato da Gazzetta di Reggio in collaborazione con l’associazione Nondasola e il patrocinio del Comune di Reggio Emilia, costruito insieme ai ragazzi e alle ragazze di numerosi istituti della provincia e con la partecipazione di Nuovo balletto classico, Eidos e Arcadia con l’obiettivo di affrontare la violenza di genere partendo dai vissuti, dalle emozioni e dalle riflessioni delle giovani generazioni.
Mercoledì 3 dicembre nell’Aula Magna di Unimore (viale Allegri), è stata inaugurata la mostra fotografica 'The sheroes Cafe' di Federico Borrella - promossa dal Comune di Reggio Emilia in collaborazione con l'Associazione Più Per Reggio Emilia all’interno del progetto “Donne di ieri, oggi e domani, qui ed altrove” - per raccontare storie di donne di ordinaria straordinarietà. La mostra racconta lo Sheroes Hangout Cafe, simbolo di un gruppo di donne che hanno lottato per ricostruire le loro vite dopo essere state attaccate con acido, aggressioni spesso perpetrate da un membro della famiglia, o un conoscente, o un vicino.
E' proseguita anche la collaborazione del Comune con Mapei Stadium – Città del Tricolore e l’Associazione Nondasola iniziata con l’installazione allo stadio dell’opera d’arte “Parole Parole Parole”, realizzata dall’artista Elena Mazzi per il Comune di Reggio Emilia, a sostegno dell’Associazione Nondasola, che gestisce il Centro Antiviolenza – Casa delle Donne di Reggio Emilia. Il 20 gennaio 2026, in occasione della Giornata del Rispetto, istituita con la legge n. 70 del 2024 per combattere bullismo, cyberbullismo e ogni forma di discriminazione, si è tenuto al Mapei Stadium l’incontro “1-1 parole al centro. Contro la violenza sulle donne”. Proseguendo il percorso avviato nel 2024, l’evento è stato dedicato al tema del corpo nello sport come luogo di libertà e di potere, ma anche spazio di discriminazioni, stereotipi e barriere.
Il convegno
Rientra nel calendario delle iniziative per il 25 novembre anche la quarta edizione del convegno “Cosa stai facendo alla mia mamma? Ruolo materno, migrazione e vittimizzazione secondaria”, tenutosi il 19 novembre nella Sala degli Specchi del Teatro municipale Valli. Un’iniziativa partecipata, organizzata dall’Area Cura della Comunità e della Città sostenibile del Comune di Reggio Emilia in collaborazione con l'Associazione Nondasola e la Cooperativa Madre Teresa, che anche quest’anno ha visto la presenza di oltre 250 persone e che si configura come un’occasione di formazione e confronto sui temi della violenza di genere, e in particolare su ruolo materno, migrazione e vittimizzazione secondaria grazie alla partecipazione di esperti, operatori e professionisti del sistema dei servizi socio-sanitari.
Il gruppo di lavoro
Il Tavolo Reggio Emilia contro la violenza sulle donne è uno spazio di confronto permanente promosso dal Comune di Reggio Emilia e da oltre 50 soggetti del territorio - tra Provincia e Osservatorio sulle discriminazioni di genere, Ausl, Centro antiviolenza- Casa delle donne e associazione Nondasola, Consulta di genere, istituzioni, Università, cooperative, sindacati, ordini professionali, associazioni per lavorare in rete a livello di prevenzione e progettazione.
L’obiettivo è quello di sviluppare una rete per promuovere azioni congiunte e coordinate e progetti incentrati sulla cultura della prevenzione, che quindi contrastino il fenomeno dalle sue radici e cause, intervenendo su educazione, sensibilizzazione e realizzazione di pari opportunità nei diversi ambiti della vita pubblica e privata, con un focus particolare sul tema del lavoro, dell'indipendenza economica, dell’autodeterminazione grazie al contributo dei sindacati e delle organizzazioni e articolazioni datoriali. Nei fatti, il lavoro del Tavolo Reggio Emilia contro la violenza sulle donne si collega e integra con quello del Tavolo interistituzionale di contrasto alla violenza, attivo dal 2016 e orientato su questioni più tecniche e specifiche (livelli sanitari, legali, procura, forze dell’ordine e servizi sociali).
I dati a Reggio Emilia
Centro Antiviolenza, Casa delle donne, Associazione Nondasola
Nel 2024 il Centro antiviolenza - Casa delle Donne, gestita dall’Associazione Nondasola ha accolto 396 donne, a fronte delle 382 nel 2023 e 343 nel 2022. Quasi il 70% sono cittadine italiane, la fascia di età prevalente è compresa tra i 30 e i 49 anni. Sono state invece 96 le giovani tra i 18 e i 29 anni che hanno cercato aiuto, a fronte delle 69 del 2023; 10 le donne con più di 70 anni che si sono rivolte al Centro. Delle 396 accolte, 184 donne hanno figli minorenni, 100 figli maggiorenni e 11 una gravidanza in corso.
La maggioranza delle violenze subite (369) è stata di tipo psicologico, sono invece 239 i casi di violenza fisica, 62 di violenza sessuale e 138 di violenza economica. Alto il numero delle donne che hanno subito violenze multiple: 239.
In prevalenza, chi ha agito violenza aveva legami affettivi con la donna: in 295 casi si è trattato infatti del partner convivente, fidanzato o coniuge, e in diversi casi la violenza è continuata anche una volta terminate relazione o convivenza. In 13 casi l’autore di violenza è il partner precedente, in 54 casi i familiari. Gli attori di violenza sono stati in prevalenza cittadini italiani, soprattutto in una fascia d’età tra i 30 e i 59 anni.
Le donne che si sono rivolte al Centro antiviolenza hanno fatto accesso anche ad altri punti della Rete per trovare supporto e in particolare alle Forze dell’ordine (147 casi), al Servizio sociale (67 casi), al Pronto soccorso (77 casi) e ad avvocati (65 casi). Dai dati raccolti risulta che solo 117 donne hanno sporto denuncia.
Questura
Gli interventi di contrasto alla violenza domestica effettuati dalla Questura di Reggio Emilia nel periodo da gennaio a novembre 2025 (dati al 14 novembre) hanno portato all’emissione di 46 decreti di ammonimento per violenza domestica e stalking, a fronte dei 38 emessi nel 2024: nella fattispecie, dall’inizio dell’anno a oggi gli ammonimenti per violenza domestica (art.3 D.L.93/2013) sono stati 24, con un aumento del 30% rispetto all’anno precedente, mentre ammontano a 22 gli ammonimenti per stalking (art. 8 L.11/2009). Nel 2024 (dal primo gennaio al 12 novembre) erano invece stati emessi 16 decreti di ammonimento per violenza domestica e 22 ammonimenti per stalking. I reati registrati sempre tra gennaio e novembre 2025 in materia di maltrattamento (art.572 del C.p.) sono stati 44, 9 quelli per violenza sessuale (Art.609 bis C.p.) e 32 quelli per stalking (Art.612 bis C.p.).
Le ordinanze di custodia cautelare emesse per maltrattamento nel 2025 sono state 4, altrettante per stalking e una per violenza sessuale, cui si aggiungono un arresto domiciliare per maltrattamento e quattro arresti per stalking. È stato inoltre disposto il divieto di avvicinamento per 15 casi di maltrattamento, per 17 casi di stalking e in un caso di violenza sessuale.
Arma dei carabinieri
Il numero dei reati registrati nel 2024 a livello provinciale sono 188 per maltrattamento (art. 572), 42 per violenza sessuale (art. 609 bis), 65 per stalking (art. 612 bis). Le Ordinanze di custodia cautelare sono state 6 maltrattamento, 4 per violenza sessuale e 5 per stalking.
Gli arresti domiciliari sono stati 2 per maltrattamento e 1 per violenza sessuale. Si sono registrati una condanna con patteggiamento per maltrattamento e 2 ammonimenti.
Servizio cura delle persone del Comune (Poli territoriali dei Servizi Sociali)
Le donne che hanno dichiarato di aver subito violenza da parte di un uomo, seguite nel 2024 dal Servizio sociale del Comune di Reggio Emilia attraverso i Poli territoriali, sono state 280, a fronte delle 257 nel 2023 e delle 248 nel 2022.
Di queste 280, 249 hanno dichiarato che l'autore delle violenze è stato il partner o ex partner (coniuge, fidanzato o convivente), 20 che l’autore è stato un partner precedente, 8 un famigliare. La fascia d’età prevalente delle donne che si sono rivolte ai Servizi sociali per situazioni di violenza è tra i 40 e i 49 anni con un aumento della fascia tra i 30 e i 39 anni.
Sono donne sia italiane sia di origine straniera, quasi tutte con figli minorenni. La violenza registrata con maggiore frequenza è quella fisica (203 casi), seguita da quella di tipo psicologico (138), mentre 35 donne hanno segnalato violenza economica e 17 hanno denunciato violenza sessuale. Infine, 105 donne hanno riportato di avere subito violenza multipla. Le donne che si sono rivolte ai Servizi sociali hanno contatto anche altri punti della Rete quali Centro antiviolenza e Forze dell’ordine.
Pronto Soccorso
Nel 2024 le donne che si sono rivolte al Pronto soccorso per situazioni di violenza sono state 173 (294 nel 2023 e 257 nel 2022). Delle 173 violenze, 17 per violenze sessuali ma quasi tutte aveva subito violenza multipla, psicologica e fisica. Nella maggior parte dei casi gli autori erano partner o ex partner, uomini con cui hanno avuto o hanno ancora una relazione affettiva.
Le fasce d’età più colpite sono tra i 30 e i 39 anni (48 donne), ma si è rilevato un aumento delle giovani donne tra i 18 e i 29 anni (42 casi). Sono invece stati tre gli accessi al Pronto soccorso di donne con più di 70 anni.
Le donne che hanno subito violenza sono in prevalenza di nazionalità italiana e hanno figli. Le vittime hanno riferito al personale sanitario di avere precedentemente fatto accesso ad altri punti della Rete, tra cui il Pronto Soccorso stesso e le Forze dell’ordine.
Consultorio Familiare
Nel 2024 il Consultorio ha registrato solo 3 situazioni di violenza, tutte riguardanti pazienti straniere, di cui 2 incinta e 2 con problemi di tossicodipendenza, in cerca di occupazione con titolo di studio alto (laurea). Nessuna delle 3 ha sporto denuncia. Nel 2023 erano stati registrati 15 casi e 8 nel 2022, un andamento scostante che fa presupporre la fatica delle donne nel far emergere i vissuti di violenza domestica.
Consiglio dell'ordine degli avvocati di Reggio Emilia
L’esame delle istanze di patrocinio a spese dello Stato (244 nel 2024) mostra come una parte consistente dei procedimenti riguardi ambiti familiari caratterizzati da elevata conflittualità. Pensando alle separazioni, che nel corso dell’anno sono state 71, in 45 casi si è trattato di separazioni giudiziali (cioè già di per sé considerate come conflittuali e che potrebbero sfociare in situazioni di violenza), in cui non c’era quindi un accordo tra i due coniugi sulle condizioni di separazione o quando a richiederla è uno solo di essi; 26 sono qualificate come “separazioni personali” e solo 8 sono qualificate separazioni consensuali. Nei casi di separazione, soprattutto giudiziale, sono risultate in crescita le istanze presentate da parte di persone straniere, tanto da rappresentare poco meno della metà del totale.
Allo stesso modo un’elevata conflittualità è stata rilevata nei divorzi: dei 40 totali solo 2 consensuali, mentre in 14 casi si è trattato di divorzi contenziosi, mentre per i restanti casi non è stato possibile definirne la percentuale di conflittualità. La prevalenza di separazioni giudiziali e divorzi contenziosi evidenzia dinamiche spesso segnate da una conflittualità che può essere indice di controllo, pressioni psicologiche e difficoltà di comunicazione, tipiche dei contesti di violenza emotiva. Sono stati inoltre evidenziati 10 casi di ricorso per revisione delle condizioni di divorzio e separazione. I procedimenti relativi alla regolamentazione della responsabilità genitoriale e alla sua eventuale limitazione o decadenza – 12 nel 2024 - costituiscono ulteriori elementi che possono indicare situazioni familiari gravemente disfunzionali, talvolta correlate a forme di violenza domestica diretta o assistita.
Inoltre, pur essendo presente un solo caso esplicitamente riferito a violenza sessuale, diversi indicatori fanno presumere la possibile presenza di violenza di genere, anche non dichiarata, con richiesta di risarcimento danni in sede civile, cioè in giudizio separato rispetto al processo penale. Allo stesso modo, i numerosi ricorsi per il mantenimento dei minori – 42 casi - e l’avvio di un’esecuzione forzata per il recupero della somma dell’assegno di mantenimento per minori, segnalano frequenti situazioni di violenza economica ai danni del genitore affidatario o “collocatario”, generalmente la madre. Anche qui può essere presente una forma di violenza economica finalizzata a non pagare la somma per il mantenimento dei figli, spesso per mere finalità punitive e vendicative.
Nel complesso, pur in assenza di dichiarazioni esplicite, i dati suggeriscono come la violenza di genere emerga indirettamente attraverso il ricorso al sistema giudiziario civile. Ciò conferma la necessità di un approccio integrato capace di intercettare precocemente tali situazioni e di garantire una tutela efficace alle persone maggiormente vulnerabili.
Forum donne giuriste
Gli ordini di protezione in sede civile, nel Distretto di Reggio Emilia (Albinea, Bagnolo in Piano, Cadelbosco Sopra, Castelnovo di Sotto, Quattro Castella, Reggio Emilia, Vezzano sul Crostolo) nel 2024 sono stati 8: 6 accolti, 1 rinunciato e 1 respinto (in quanto tra padre e figlio maggiorenni). Di questi 8 ordini di protezione, 1 è stato presentato da un uomo e 7 da donne (5 italiane e 2 di origine straniera) nei confronti di partner o ex partner: 5 italiani e 2 stranieri. In nessuno dei casi s stata rilevata qualche problematica legata alla tossicodipendenza, alcolismo o disagio psichico.