Contenuto
“Educare alla parità incrina ogni autorità”. O “la donna disobbedisce alla storia riscrive ostinata la sua genealogia”. “Toglimi le mani di dosso quando dico no. Toglimi gli occhi di dosso quando dico no. Io dico no”. E ancora: “Mia madre non aveva scelta. Io ora decido”. Sono i concetti e le parole tratte dal lessico femminista che si contrappongono, fino a neutralizzarli, agli slogan stereotipati di reclame sessiste sapientemente rielaborate nella campagna di comunicazione“NOT HER/ LEI NON È QUESTO” firmata dall’artista Elena Bellantoni per la Giornata internazionale della donna. Da ieri, lunedì 2 marzo, la campagna avvolge alcuni spazi urbani di Reggio Emilia attraverso manifesti disseminati tra via Farini, via Della Croce Bianca, via Matteotti, e nello spazio urbano della città. Un progetto artistico che, partendo dalle pubblicità sessiste, arriva a ribaltarne il messaggio per parlare di discriminazione e cultura patriarcale e per mettere in luce come l’immagine della donna e il suo corpo vengano trattati in modo triviale per calamitare l’attenzione verso futili beni di consumo proposti dai media. Il progetto, a cura di Fulvio Chimento, è organizzato dal Comune di Reggio Emilia e dall’Assessorato Pari Opportunità in collaborazione con Fondazione Palazzo Magnani.
“Sono convinta che l'arte possa toccare nelle persone corde diverse rispetto a qualsiasi altro linguaggio – dice l’assessora alle Pari opportunità Annalisa Rabitti – e per questo siamo molto contente comeUfficio Pari opportunità di lavorare con un’artista come Elena Bellantoni, che ci aiuta in qualche modo a rompere gli stereotipi e a mandare un messaggio forte alla città. Questa campagna sicuramente si farà notare e magari anche criticare, proprio perché il messaggio che lancia va a incidere su alcuni meccanismi comunicativi che permeano la nostra società e dei quali spesso non ci accorgiamo: mi auguro che questa discussione possa essere utile a sviluppare lo spirito critico perché l’obiettivo è proprio quello, che le persone si facciano delle domande anche mettendosi in gioco per trovare delle risposte”.
La campagna si basa sul progetto artistico NOT HER, realizzato in occasione dell’evento “Dior Cruise Spring Summer” svoltosi a Parigi nel 2023 quando l’artista presentò un’imponente video installazione che ricalca e risponde alle pubblicità sessiste dagli anni Quaranta a oggi, connotando il suo lavoro di un forte messaggio femminista. Alcune delle 400 immagini raccolte nell’archivio della Bellantoni sono state rielaborate dall’artista, che ha prestato il proprio volto ai soggetti femminili dei manifesti, senza alterarne impostazione e contenuti, e ha affiancato a essi degli slogan a commento del messaggio pubblicitario. Alle fotografie rielaborate si associano frasi che ne esplicitano il senso e il significato in chiave anti-patriarcale, e auspicano una comunicazione non violenta tra i due sessi; le risposte vengono mutuate dalla storia dei femminismi. Elena Bellantoni prende le distanze dai contenuti proposti dalle immagini, smarcando la figura della donna da stereotipi stancamente riproposti dai media.
Specifica l’artista: “In NOT HER il corpo è il luogo del conflitto, ma può diventare lo spazio della risoluzione dello stesso, uno spazio agito, che diventa non solo un atto linguistico ma anche performativo. Quello che cerco di rompere è la gabbia semantica in cui il corpo della donna è stato messo per diventare oggetto di consumo, per far vendere di più. Ho scelto di utilizzare il mio corpo d’artista per entrare performativamente dentro tutte queste immagini, ho deciso di utilizzare il linguaggio per “disertare” le narrazioni dominanti: le parole sono importanti. La mia posizione è NOT HER, il claim che è diventato il fil rouge che guida e lega le immagini e la scrittura. NOT HER è un’immagine in sé stessa, è la risposta allo stereotipo dominante: non è lei, lei non è più tutto questo. NOT HER diventa il tentativo di creare un nuovo paradigma, una scelta “sovversiva”. I collage hanno un’estetica ben definita si rifanno ai lavori di molte artiste degli anni ’70 come Ketty la Rocca e Mirella Bentivoglio. Le scritte e le foto fanno riferimento al lavoro di altre grandi artiste come Barbara Kruger e Cindy Sherman, l’utilizzo del linguaggio a volte anche in rima - alla John Giorno – è funzionale a creare dei giochi di parole perché il poetico è politico. Il luogo creativo che rivendico è quello dell’immaginazione dell’autodeterminazione, con NOT HER definisco questo spazio con il corpo per soffermarmi sull’autoritratto, perché io divento tutte le donne contemporaneamente e in questo gioco delle parti tutte mi appartengono e nessuna esiste realmente”.
NOT HER si collega alla presenza di Elena Bellantoni a Reggio Emilia in occasione di Fotografia Europea 2026, con la mostra personale Ghostwriter, allestita nella Chiesa di San Carlo e Agata. File rouge dei due progetti è il tema performativo dell’auto-ritrattoe la figura della donna come “corpo imprevisto della storia” (Carla Lonzi). In Ghostwriter assisteremo a una sorta di “reenactment-rivocazione” di eventi anche tragici della storia ma che trovano espressione attraverso figure simboliche dell’esperienza umana come Giovanna D’Arco. La “pulzella” diventa per Bellantoni simbolo di ribellione - nonostante la sua tragica fine – incarna la freschezza della gioventù, del ribaltamento, e può rappresentare ancora oggi un esempio positivo per tante ragazze che portano avanti battaglie in difesa dei diritti umani.
Elena Bellantoni (1975) è un’artista visiva e docente presso l’ABA di Roma. Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea, ha studiato a Parigi e a Londra, conseguendo nel 2007 un Master in Visual Art presso la University of the Arts London. Tra le mostre e premi che ha ricevuto: 2026 Tragicomica. L’arte italiana dal secondo novecento ad oggi, al MAXXI di Roma; 2023 Miglior Artista Italiana dell’Anno secondo la rivista di arte contemporanea «Artribune». Nel 2024 è stata selezionata tra gli artisti finalisti del Mario Merz Prize presso la Fondazione Merz di Torino. Nel 2023 ha inaugurato la sfilata Dior primavera-estate 2024 con l’installazione NOT HER ai Giardini delle Tuileries di Parigi. Nel 2018 è stata tra gli artisti vincitori della IV edizione dell’Italian Council del MiBACT; nel 2019 ha presentato il libro del progetto proposto per l’Italian Council al MAXXI di Roma, con un focus sulla sua produzione video. Nel 2018 è stata anche selezionata per gli eventi collaterali di Manifesta 12 a Palermo. Nel 2014 ha vinto il Premio Speciale Repubblica.it al Talent Prize; nel 2012 ha esposto In Other Words, the Black Market of Translation – Negotiating Contemporary Cultures, mostra al Kunstraum Kreuzberg Bethanien di Berlino.
Allegati
A cura di
Questa pagina è gestita da
Ultimo aggiornamento: 03-03-2026, 14:04