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A dieci anni dall’avvio del più importante processo intentato contro la ‘ndrangheta nel Nord Italia e in particolare in Emilia Romagna, venerdì 17 aprile, alle ore 16 al Centro internazionale Loris Malaguzzi, il Comune di Reggio Emilia con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna promuove “10 anni dal processo Aemilia”.
Duecentoventi imputati, centinaia di udienze a ritmo serrato nell’aula bunker del tribunale reggiano, per arrivare a giudicare e colpire "la ‘ndrangheta imprenditrice", come la definì l’allora procuratore della Dda di Bologna Roberto Alfonso, che si era profondamente radicata nei territori dell’Emilia Romagna e nel suo tessuto economico imprenditoriale.
A 10 anni dal maxiprocesso, Reggio Emilia vuole riflettere su quanto esso abbia significato per il Paese e su quali insegnamenti che ci abbia offerto per comprendere e combattere il fenomeno mafioso. Lo fa attraverso la testimonianza di chi ogni giorno è impegnato su diversi fronti – dalle istituzioni alle forze di polizia al sistema giudiziario – per contrastare la criminalità organizzata e le infiltrazioni mafiose.
Dopo i saluti del sindaco di Reggio Emilia Marco Massari, del presidente della Provincia Giorgio Zanni e del presidente della Regione Michele de Pascale, si entrerà nel vivo dei lavori con Francesco Maria Caruso, già Presidente del Collegio giudicante processo Aemilia, Luca Vecchi, già Sindaco di Reggio Emilia, Paolo Guido, Procuratore capo della Procura della Repubblica di Bologna e Vincenza Rando, senatrice, membro Commissione parlamentare d’inchiesta sulle mafie e avvocato di parte civile al processo Aemilia. A moderare la discussione sarà il giornalista di Rai Emilia-Romagna Luca Ponzi. Le conclusioni saranno affidate a Giovanni Melillo, Procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo.
Per coloro che fossero interessati a partecipare all’incontro, nei prossimi giorni saranno rese note le modalità di partecipazione.
Al mattino, il convegno sarà anticipato da un incontro dedicato alle scuole superiori di Reggio Emilia. L’incontro sarà aperto dalla proiezione del film “Francesca e Giovanni. Una storia d’amore e di mafia” di Simona Izzo e Ricky Tognazzi. La pellicola, prendendo il via dalla storia d’amore dei due magistrati Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, racconta l’impegno di entrambi contro la mafia e la condivisione degli stessi ideali di giustizia, lealtà e volontà di cambiare il mondo. Sullo sfondo della Sicilia degli anni Ottanta e dei primissimi anni Novanta, la loro storia d’amore si intreccia con il lavoro rischioso contro Cosa Nostra: insieme affrontano minacce, isolamento e pressioni, restando uniti nei valori e nel coraggio, fino al tragico epilogo con l’attentato di Capaci, il 23 maggio 1992.
Seguirà una riflessione a più voci alla quale prenderanno parte il sindaco Marco Massari, Emanuele Cavallaro, referente di Anci ER Legalità e lotta al gioco d’azzardo e sindaco di Rubiera, l’attrice Ester Pantano, che nel film interpreta il ruolo di Francesca Morvillo, il procuratore della Repubblica Gaetano Calogero Paci e la senatrice Vincenza Rando.
Il Processo Aemilia prende il nome dalla maxi operazione “Aemilia”, conclusa nella notte fra il 28 e il 29 gennaio 2015 con l’arresto di 160 persone, 117 delle quali in Emilia Romagna, collegate alla cosca calabrese dei Grande Aracri/Sarcone, originaria di Cutro (Crotone), che operava nel Nord Italia infiltrandosi nell’economia locale. Circa 200 i capi di imputazione: dall’associazione a delinquere di tipo mafioso ai reati di estorsione, usura, detenzione illegali di armi, reimpiego di capitali di illecita provenienza, emissione di fatture per operazioni inesistenti. E tanti altri ancora.
A coordinare le indagini furono i magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna guidata da Roberto Alfonso. I sostituti procuratori Marco Mescolini e Beatrice Ronchi rappresentarono in seguito l’accusa al processo. L’udienza preliminare e il successivo rito abbreviato si svolsero in un padiglione dell’Ente Fiera a Bologna. Furono rinviati a giudizio complessivamente 220 imputati dei quali 149 scelsero il dibattimento, che iniziò a Reggio Emilia mercoledì 23 marzo 2016 nell'Aula bunker costruita per l'occasione. La Corte era composta dal presidente Francesco Maria Caruso e dai giudici a latere Cristina Beretti e Andrea Rat. Il primo grado terminò il 31 ottobre 2018 e le condanne complessive di Aemilia riguardarono oltre 140 imputati, con circa mille anni di reclusione.
Il processo Aemilia è giunto a definitiva conclusione con la sentenza della Corte di Cassazione pronunciata nel maggio 2022. All’apertura del successivo anno giudiziario, nel gennaio 2023, il primo presidente della Suprema Corte, dott. Pietro Curzio, sottolineava il passaggio in giudicato del processo Aemilia come il più importante successo dello Stato nella lotta alle mafie degli ultimi mesi, assieme alla cattura del latitante Matteo Messina Denaro.
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Ultimo aggiornamento: 10-04-2026, 17:04