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Da oggi e fino al 26 luglio è pubblicato sull’albo pretorio del Comune un avviso di co-progettazione finalizzato a raccogliere le candidature degli enti del Terzo Settore, cooperative e associazioni, interessati a partecipare a un percorso che ha come finalità la creazione di luoghi di accoglienza per le persone in strada.

La procedura non prevede la selezione di un unico soggetto né la valutazione competitiva tra proposte: tutti i soggetti ammessi concorrono, insieme al Comune, alla costruzione di una risposta sistemica condivisa.Due gli obiettivi del progetto: da una parte dare supporto alle persone in condizioni di fragilità e senza un tetto, dall’altra migliorare la vivibilità urbana.

Il cuore della co-progettazione è la creazione di nuovi posti di accoglienza — notturna e diurna — gestiti nell’ambito dell’Amministrazione condivisa con piena corresponsabilità dei partner. Il modello di riferimento è quello dell’Albergo Sociale diffuso: non necessariamente un’unica struttura, ma uno o più luoghi con identità, presenza educativa strutturata e servizi integrati, capaci di accogliere con dignità anche chi è lontano da qualsiasi percorso. Gli Enti del Terzo settore (Ets)partner potranno contribuire eventualmente anche mettendo a disposizione immobili propri, ampliando così la capacità ricettiva del sistema. Insieme ai posti, la co-progettazione mira a rafforzare i servizi di prossimità e le unità di strada, essenziali all’accoglienza perché ne sono la condizione: sono questi servizi che intercettano le persone, costruiscono la relazione di fiducia, monitorano chi è in strada, e rendono possibile l’aggancio precoce.

“Questa co-progettazione - spiega l’assessora alla Cura delle personeAnnalisa Rabitti - rappresenta una delle azioni più rilevantisu cui l’Amministrazione stalavorandoin ambito welfare. Pone al centro la prossimità, intesa come scelta politica di andare verso tutte le persone, soprattutto quelle che vivono situazioni di maggiore vulnerabilità e marginalità, quelle che fanno fatica, per diverse ragioni, ad accedere ai servizi e alle opportunità presenti sul territorio. Si tratta di una scelta in coerenza con le linee di mandato, che è stata ribadita come priorità anche nel percorso “Mi riguarda”. Abbiamo la necessità di costruire una risposta strutturata e integrata, basata sull’ascolto delle esperienze: una progettazione condivisa, quindi, basata sul confronto e la collaborazione tra istituzioni, associazioni, servizi territoriali, operatori e operatrici. L’obiettivo è raggiungere le persone più vulnerabili e invisibili, che spesso restano ai margini dei percorsi tradizionali di presa in carico, intercettando i bisogni prima che diventino emergenze. Le fragilità sociali sono oggi sempre più diffuse e complesse: in quest’ottica una risposta di rete e il più vicina alle persone diventa fondamentale”.

Come si inserisce nel sistema attuale - Quello sviluppato negli anni dal Comune di Reggio Emilia è un sistema articolato, gestito in stretta integrazione tra la rete dei servizi comunali, il sistema sociosanitario (Ausl Reggio Emilia), le istituzioni cittadine, il privato sociale e il volontariato organizzato. Una rete consolidata, che ha saputo offrire risposte di qualità alle persone che vi hanno avuto accesso: percorsi di presa in carico individuali, alloggi protetti, Pronto Intervento Sociale, housing temporaneo e accompagnamento educativo.

La co-progettazione non sostituisce questo sistema: vi si innesta, porta uno sviluppo con accento sulle persone in grave emarginazione. Riconosce come componente strutturale — e non residuale — l’area della bassissima soglia, della prossimità e della riduzione del danno sociosanitario, come complementari ai percorsi di inclusione.

Al Tavolo di co-progettazione parteciperanno, con funzione consultiva e di raccordo istituzionale, anche AuslReggio Emilia (Distretto Sociosanitario, SerDP, Csm, Centro Salute Famiglia Straniera), Prefettura, Questura e Procura della Repubblica, le aree tecniche del Comune (Urbanistica, Patrimonio, Ambiente), aziende e fondazioni partecipate e collegate.

La costruzione del quadro finanziario sarà parte integrante del lavoro di co-progettazione. A un primo stanziamento di un milione di euro sul Fondo Povertà per il periodo settembre 2026–dicembre 2027, si affiancheranno progressivamente ulteriori fondi pubblici, risorse di fondazioni e privati, strumenti innovativi quali Social Bonus, crowdfunding territoriale e finanza a impatto. Le risorse complessive saranno esito del Tavolo, non un presupposto predefinito.

La durata della co-progettazione sarà di cinque anni, con possibilità di estensione a otto sulla base del raggiungimento degli obiettivi di impatto verificati da un valutatore terzo indipendente.





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Ultimo aggiornamento: 20-06-2026, 11:11