Contenuto
Ventidue Arcani Maggiori, ventiquattro artisti e un giardino carico di storia e cultura che una comunità ha scelto di trasformare in uno spazio di immaginazione condivisa. Sono questi gli ingredienti di “Sentiero Arcano”, il nuovo progetto di arte pubblica corale nato nell’area adiacente al Giardino di Gabrina al parco delle Acque Chiare a Reggio Emilia e svelato alla città sabato 30 maggio dagli artisti e curatori insieme al sindaco di Reggio Emilia Marco Massari, al vicesindaco Lanfranco De Franco e all’assessore a Cultura e giovani Marco Mietto.
Nato da unlungo percorso partecipato promosso dal Comune di Reggio Emilia nell’ambito di “Qua.Il quartiere bene comune” e all’interno dell’Accordo di cittadinanza “Usi e spazi beni comuni”, il progetto è stato sostenuto dal Comune di Reggio Emilia con un contributo di 32mila euro. L’idea del progetto nasce nel giugno 2022 dall’associazione “L’Indaco. Atelier diricercamusicale edespressiva”, realtà attiva dal 1990 in ambito educativo e terapeutico che fa dei linguaggi artistici, musicali ed espressivi dei veri e propri strumenti d’inclusione. Nel difficile periodo seguito alla pandemia da Covid-19, l’associazione ha lanciato un appello agli artisti del territorio per dare vita a un’opera d’arte pubblica collettiva capace di restituire senso di speranza e, insieme, valorizzare il Giardino di Gabrina, il suggestivo orto-giardino di erbe e piante officinali dedicato alla figura di Gabrina degli Albeti, celebre erbaiola e guaritrice reggiana processata per stregoneria nel 1375.
Alla chiamata hanno risposto 24 artisti locali, appartenenti a generazioni e background artistici differenti, ai quali si sono aggiunti, nel corso di questi anni, gli abitanti del quartiere Acque Chiare, numerose associazioni del territorio, ma anche istituzioni culturali, scuole, artigiani e aziende. Il risultato è un’opera d’arte corale, a carattere permanente e profondamente comunitaria, capace di intrecciare arte contemporanea, memoria del territorio, immaginario simbolico e partecipazione civica.
“Sentiero Arcano” consiste in un percorso artistico ispirato ai 22 Arcani Maggiori dei tarocchi, simboli ancestrali di trasformazione, ricerca e passaggio. Le opere scultoree, adiacenti al Giardino di Gabrina, dialogano tra loro e con il paesaggio, trasformando uno spazio urbano in un luogo di relazione, sosta e partecipazione collettiva.
Ogni artista ha interpretato una carta secondo la propria poetica e sensibilità, utilizzando materiali e linguaggi differenti – vetro, legno, ceramica, marmo, ferro, cemento, ottone, rame, cartapesta – dando vita a una costellazione di opere originali e profondamente eterogenee. Le sculture, donate al Comune di Reggio Emilia per un valore complessivo di oltre 70mila euro, sono accompagnate da sonorizzazioni realizzate dagli studenti di composizione dell’Istituto “Peri–Merulo”, accessibili anche in formato digitale, che amplificano l’esperienza immersiva del visitatore.
Le opere del percorso sono: “Il Bagatto” (Donatella Violi), “La Papessa” (Carla Fontanesi), “L’Imperatrice” (Sarah Contiero), “L’Imperatore” (Barbara Malatrasi), “Il Papa” (Mimmo Spaggiari), “L’Innamorato” (Elisa Pellacani), “Il Carro” (Caterina Perezzani), “La Giustizia” (Andrea Marazzi e Simone Giacopini – Liceo Chierici), “L’Eremita” (Giampaolo Buia), “La Ruota di Fortuna” (Pietro Mussini), “La Forza” (Laura Giannoccolo), “L’Appeso” (Graziano Pompili), “La Senza Nome” (Lorenzo Criscuoli), “La Temperanza” (Alessandra Binini), “Il Diavolo” (Simona Valcavi), “La Casa Dio” (Marisa Iotti), “La Stella” (Giuliano Iori), “La Luna” (Alberto Artioli), “Il Sole” (Annalisa Fanfoni), “Il Giudizio” (Matteo Messori), “Il Mondo” (Claudia Torricelli e Martino Pompili) e “Il Matto” (Federico Aprile).
Le carte, assegnate casualmente agli autori, diventano il punto di partenza per una riflessione aperta sul rapporto tra individuo, comunità e paesaggio. Il sentiero si trasforma così in metafora di un cammino condiviso, in cui arte e territorio si intrecciano generando nuove forme di appartenenza. Il visitatore, attraversando il percorso, non è soltanto spettatore, ma parte integrante dell’opera stessa: entrando nello spazio del “Sentiero Arcano” può riconoscersi come individuo e, allo stesso tempo, come parte di una comunità.
“Il progetto ‘Sentiero Arcano’ – ha detto Marco Mietto, assessore a Cultura e giovani del Comune di Reggio Emilia – mostra come un’opera d’arte pubblica possa trasformare il rapporto tra città e cittadini, rendendo uno spazio urbano un luogo di identità, partecipazione e incontro. Anche i riferimenti alla figura di Gabrina Degli Albeti e al Mauriziano o i richiami all’universo ariostesco collegano arte, storia e identità cittadina e dimostrano che l’arte pubblica non cambia solo l’aspetto di una città, ma anche il modo in cui i cittadini la vivono e si riconoscono in essa. Le 22 sculture dedicate agli Arcani Maggiori dei tarocchi trasformano il Parco delle Acque Chiare di Reggio Emilia in uno spazio culturale ed esperienziale, non solo decorativo, ma luogo di riflessione e condivisione. Il progetto cambia il rapporto tra abitanti e città anche perché nasce da un percorso partecipativo che ha coinvolto residenti, associazioni, artisti e istituzioni, ma anche un numero davvero inusuale di sponsor. Anche questo – conclude l’assessore Mietto - crea senso di appartenenza e rende lo spazio pubblico un bene comune sentito come proprio”.
L’opera si inserisce inoltre nel più ampio progetto “Reggio città dei sentieri”, promosso dal Comune di Reggio Emilia per valorizzare percorsi naturalistici, culturali e paesaggistici del territorio. Non lontano dal Giardino di Gabrina si trova infatti il Mauriziano, storica dimora estiva di Ludovico Ariosto, con cui il progetto costruisce un’ideale connessione unendo l’arte contemporanea alla tradizione letteraria rinascimentale. I tarocchi, le cui origini restano in parte misteriose, si diffondono proprio nel Rinascimento nelle corti nobiliari. Matteo Maria Boiardo elaborò una propria versione simbolica delle carte e, non a caso, l’universo poetico ariostesco è stato spesso letto attraverso la lente degli Arcani Maggiori: figure magiche, cavalieri erranti, alchimie e visioni che ancora oggi continuano ad abitare l’immaginario collettivo e che nel “Sentiero Arcano” trovano una nuova forma contemporanea e condivisa.
Il percorso delineato dalle ventidue sculture è arricchito da altrettanti brevi brani musicali, composti appositamente da diversi studenti della classe di composizione del Maestro Marco Longo del Conservatorio “Peri–Merulo” di Reggio Emilia nell’anno scolastico 2022/23. “Sentiero Arcano”, infatti, intende proporre un rapporto con i tarocchi lontano da antiche tradizioni profetiche, che vedevano in essi strumenti divinatori. Piuttosto, il progetto ne esalta la potenza simbolica ed evocativa, da cui deriva la possibilità di un incontro fecondo con l’arte della musica. L’esecuzione delle brevi composizioni musicali che è possibile ascoltare in prossimità di ogni opera, è stata affidata agli studenti e studentesse del Maestro Marco Pedrazzini, docente del Laboratorio di musica contemporanea del Conservatorio “Peri–Merulo”.
I tarocchi - I tarocchi sono composti da 78 carte, suddivise in 56 Arcani Minori e 22 Arcani Maggiori. Le loro origini si collocano in un territorio sospeso tra storia e leggenda e vengono generalmente interpretate secondo due principali teorie. La prima ne fa risalire la nascita alla fine del XIII secolo, considerandoli inizialmente un gioco di carte strutturato secondo un ordine razionale e simbolico. La seconda, invece, li collega al mito di Atlantide e ai sapienti custodi della sua conoscenza, i quali avrebbero tramandato parte del proprio sapere attraverso le migrazioni dei popoli. In Italia, i più antichi mazzi conosciuti sono i Tarocchi Visconti, i Tarocchi Sforza e i Tarocchi del Mantegna, sviluppatisi soprattutto nell’ambiente ferrarese. La dimensione mitica dei tarocchi contraddice l’idea comune che li associa esclusivamente alla divinazione, suggerendo invece una lettura più profonda e metafisica. Le 22 carte degli Arcani Maggiori possono essere considerate un vero e proprio “libro silenzioso”, che si rivela interiormente a chi lo osserva con attenzione. Attraverso il simbolismo delle immagini, l’osservatore è invitato non solo a guardare, ma anche ad ascoltare sé stesso.
Su www.sentieroarcano.it sono disponibili approfondimenti e contenuti extra.
“Sentiero Arcano” è coordinato e curato da Simona Valcavi. Progettazione grafica, logo e comunicazione a cura di Elisa Pellacani. Fotografie di Clayton Silva. Realizzazione sito web di Luca Guerri.
Allegati
A cura di
Questa pagina è gestita da
Ultimo aggiornamento: 03-06-2026, 15:37