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Al Memoriale di Lidice, nei dintorni di Praga, dove i nazisti cancellarono un intero villaggio per rappresaglia, si è svolta la cerimonia conclusiva del quinto turno dei Viaggi della Memoria, organizzati come ogni anno da Istoreco, insieme a studenti e studentesse di quattro scuole cittadine che hanno condiviso questi giorni di viaggio e di riflessione come fase conclusiva di un percorso durato per tutto l'anno scolastico.

Giorni intensi, durante i quali i partecipanti hanno visitato anche il ghetto e il campo di Terezin, dove i prigionieri del Reich – in gran parte ebrei – venivano tenuti in condizioni disumane prima di ripartire verso i campi di sterminio.
Vi hanno partecipato anche il sindaco Marco Massari e l'assessora Marwa Mahmoud che, durante la commemorazione finale, hanno preso la parola.
“Quello che abbiamo visto e vissuto in questi luoghi – e le emozioni profonde, a volte anche il disagio che suscitano – ci ricordano che ciò che è accaduto non è nato all’improvviso” ha detto il sindaco Marco Massari. “La Shoah non cominciò con i campi di sterminio, ma molto prima: con leggi che discriminavano, parole che umiliavano, sguardi che escludevano, con l’idea che alcune vite potessero valere meno di altre. Milioni di persone furono private del loro nome, ridotte a numeri. Anche luoghi come Lidice parlano ancora oggi di questa assenza: di case che non ci sono più, di vite spezzate, di una comunità cancellata. Ricordare non significa solo commemorare le vittime. La memoria è un atto di giustizia e di responsabilità. È dare un volto e un nome alle persone che sono state cancellate dalla storia, rifiutando la logica dei numeri e dell’indifferenza.
Come istituzioni e come comunità abbiamo il dovere di custodire questa memoria con rigore e rispetto, come fa e bene Istoreco con questa straordinaria iniziativa. Ma ricordare significa anche vigilare: riconoscere i segnali dell’ingiustizia e della discriminazione quando sono ancora deboli, quando sembrano marginali, quando sarebbe più facile ignorarli. Difendere l’umanità e la dignità delle persone – soprattutto quando sono più fragili – è una responsabilità che riguarda tutti noi. Anche per questo oggi è più che mai necessario disarmare le parole di odio e i gesti di violenza. Sono certo che ciò che questi ragazzi e queste ragazze hanno visto e vissuto non resterà qui, ma continuerà a vivere nelle loro scuole, nelle loro famiglie e nella nostra città”.
“É stato il mio primo viaggio della memoria e farlo da Assessora a fianco dei ragazzi, delle ragazze e dei loro docenti assume un significato più rilevante” ha detto l'assessora Marwa Mahmoud.
“Il viaggio della memoria è un percorso educativo e formativo che tutti dovrebbero poter fare almeno una volta nella vita. Serve a non dimenticare il passato, ad imparare a riflettere sul presente con piú consapevolezza. Ci porta a comprendere come si crea il nemico, quanto l'essere umano sia stato in grado di disumanizzare il suo prossimo a partire dalle sue differenze. La memoria di luoghi simbolo del nazismo ci deve portare a non voltarci oggi dall'altra parte quando vediamo calpestati diritti umani, diritto internazionale e autodeterminazione dei popoli. Come reggiani dobbiamo essere onorati di avere un istituto come Istoreco con uno staff competente, appassionato e preparato ad accompagnare prima, durante e dopo studenti, professori, cittadini e famiglie in un processo di rielaborazione che tocca le corde più profonde dell'animo umano. Grazie alle guide e agli autisti e buona maturità ai ragazzi”.
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Ultimo aggiornamento: 09-03-2026, 08:28