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Aprono domani, mercoledì 1 aprile, le iscrizioni (su Eventbritewww.eventbrite.it/) alle nuove visite guidate al patrimonio storico culturale reggiano realizzate nell’ambito della rassegna "L’architettura dipinta del centro storico". Il prossimo appuntamento, in programmasabato 11 aprile,articolato su seiturni (ore 10, 11, 12, 15, 16, e 17) sarà dedicato all’ex casa Motti, già parte dell'isolato Zoboli e sede del Credem, in occasione del suo recente restauro.

L’isolato Zoboli – dal nome di una delle più rilevanti famiglie cittadine del Quattrocento – è costituito da un insieme ampio, che si estendeva su via Sessi e la vicina via Roma, e comprendeva anche il complesso della chiesa di San Nicolò: nel tempo avrebbe ospitato Lucrezia Borgia, il re di Francia Francesco I e l’imperatore Carlo V.

L’area dell’edificio ex Motti, suddiviso già alla fine del Cinquecento tra i vari rami della famiglia, corrisponde alle sale che affacciano direttamente su via Sessi: in un soffitto degli ambienti al piano terra, all’interno di una decorazione a cassettoni dipinti databile al pieno Cinquecento, è ancora presente il loro stemma. La parte più interna del palazzo si sviluppa su due piani e fa parte di ampliamenti iniziati nel tardo Settecento, a seguito dell’acquisto della famiglia Beltrami. Pochi anni dopo, nel 1830, il complesso diventa proprietà degli Spalletti Trivelli, che lo uniscono al grande edificio affacciato sulla via Emilia, già dei conti Guicciardi, dando all’area l’assetto attuale, già documentato nel 1896. Le trasformazioni permettono di dotare il palazzo di un giardino, di stalle e di depositi per le carrozze. Al piano nobile, che confina a ovest con la chiesa di San Nicolò, si conservano ancora due coretti, verosimilmente databili alla seconda metà dell’Ottocento, dai quali i conti Spalletti Trivelli potevano assistere con riservatezza alle funzioni religiose. Ceduta allo Stato nel 1904 insieme alla parte che affaccia sulla via Emilia, quest’ala del palazzo ospita, fino agli anni trenta, la residenza di Giuseppe Menada (1858-1931), notevole figura di industriale, sindaco e podestà di Reggio Emilia. Nel 1941 l’edificio diventa proprietà della famiglia Motti, dalla quale Credem lo acquisisce nel 2018. Dopo i necessari lavori di ristrutturazione e adeguamento della struttura a sede lavorativa, gli ambienti progettati dalla famiglia Spalletti Trivelli, quali ad esempio la scuderia dei conti, sono ora eleganti sale riunioni di Credem. Dell'isolato Zoboli fa parte anche la Chiesa di San Nicolò, la cui edificazione risale al XII secolo a opera dell’abbadessa Felicita Fontanelli di Parma. Nel XV secolo l’abate Filippo Zoboli, ottenutone il patronato, ne fece poi una Collegiata a beneficio della sua famiglia e dei suoi eredi, diritto che perdurò fino al 1867. Ricostruito quasi completamente a metà del XV secolo, il complesso religioso fu trasformato definitivamente nel corso del ’700, assumendo l’aspetto attuale. All’interno, tra la chiesa, il palazzo e il chiostro, sono raccolte pregevoli tele e tempere di diversi artisti tra cui Cirillo Manicardi, Minghetti e Mussini. Il complesso monastico, di origine quattrocentesca, comunica con la chiesa e il chiostro, ed è accessibile solo da via San Nicolò, tramite un bellissimo portale dipinto, all'interno si evidenzia la presenza della lapide funeraria di Ludovico Zoboli.

I visitatori saranno accompagnati dallo staff di Credem e dagli architetti Matilde Bianchi, Antonella Forlè e Marina Parmiggiani del Servizio Pianificazione urbanistica ed edilizia del Comune di Reggio Emilia.

INFO – eventi.comune.re.it e musei.re.it



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Ultimo aggiornamento: 31-03-2026, 13:39