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La storica rivista “Pagine di archeologia”, promossa e curata da oltre vent’anni dai Musei Civici di Reggio Emilia, si rinnova sul piano della veste grafica, dei contenuti e del formato, e prosegue con il nome “Nuove Pagine di Archeologia”. Tra le principali novità vi è la collaborazione, accanto ai Musei Civici, della Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi – Sezione di Reggio Emilia, realtà che, sin dalla sua fondazione, ha sostenuto le ricerche archeologiche, come emerge dalla prima seduta del 31 maggio 1861 nella quale don Gaetano Chierici, uno degli otto deputati, manifestò il suo spiccato interesse per la materia.
Il primo numero, a cura di Georgia Cantoni, Iames Tirabassi e Giuseppe Adriano Rossi e realizzato grazie al prezioso contributo della Fondazione Pietro Manodori, sarà presentato sabato 14 marzo, alle ore 11, nel Portico dei marmi di Palazzo dei Musei alla presenza dei curatori e degli autori dei saggi.
Cuore della rivista resteranno le ricerche e gli studi in campo archeologico, in particolare relativi al periodo compreso tra Preistoria e Medioevo, ma essa allargherà il proprio sguardo superando da una parte i confini geografici e, dall’altra, le antiche distinzioni tra discipline umanistiche e scientifiche. Oltre a quello reggiano, saranno infatti presenti contributi relativi ad altri territori, non solo di carattere archeologico ed etnografico ma anche archeometrico, naturalistico, ambientale, fisico, ossia di tutte quelle scienze fondamentali per ricostruzioni il più esaurienti e rigorose possibili delle epoche passate.
Le novità di “Nuove Pagine di Archeologia” riguarderanno anche la veste grafica, significativamente rinnovata, e il formato che, in aggiunta alla storica versione a stampa, vedrà anche l’edizione digitale, liberamente scaricabile online dal sito dei Musei Civici di Reggio Emilia. Una novità che tiene conto dei nuovi mezzi di accesso alle informazioni e punta a massimizzare la diffusione e l’accessibilità alla ricerca scientifica specialistica promossa e sostenuta dalle istituzioni culturali pubbliche.
I CONTRIBUTI – Il primo numero della rivista presenta contributi di grande interesse e rilievo scientifico, a partire da “Gli scavi al castello di Canossa attraverso i taccuini di don Gaetano Chierici” a cura di Mattia Francesco Antonio Cantatore, assegnista di ricerca presso l’Alma Mater Studiorum - Università di Bologn (Dipartimento di Storia, Culture e Civiltà), e Matteo Tirtei, curatore presso il Museo Civico Archeologico “Arsenio Crespellani” di Bazzano, Valsamoggia (Bologna). Il castello di Canossa è stato oggetto di indagini archeologiche dal 1877 fino al giorno d’oggi, ma la sua millenaria storia risulta per molte sue parti ancora poco chiara. Infatti, nonostante la fama della Rocca, gli studi sistematici che hanno preso in esame anche i dati d’archivio ad essa relativi sono stati pochi. Di conseguenza, l’edizione dei taccuini di don Gaetano Chierici, il primo archeologo a condurre ampi scavi archeologici presso la Rocca tra il 1877 e il 1880, fornisce importanti informazioni per una revisione critica del sito.
Nel contributo dal titolo “Nuovi dati sulle ricerche ottocentesche di don Gaetano Chierici e Giovanni Bandieri nel mantovano occidentale (Bellanda e Villa Cappella) e nel bresciano (Seniga)” l’archeologo Iames Tirabassi, già funzionario dei Musei Civici di Reggio Emilia e attuale direttore de Museo del Po di Revere (Borgo Mantovano) propone un’analisi di alcuni appunti di Chierici e Bandieri che gettano nuova luce sugli scavi eseguiti nell’Ottocento sulle terramare di Bellanda e Villa Cappella. Altri appunti indicano ritrovamenti inediti alla confluenza fra Fiume Mella e Fiume Chiese ed altri ancora ampliano le nostre conoscenze della terramara di Règona di Seniga, già scoperta ed edita nella prima metà degli anni Settanta dell’Ottocento da Camillo Marinoni.
Anna Bertolini, etnografa, già funzionaria dei Musei Civici di Reggio Emilia, ricostruisce le vicende della Collezione Etnografica dei Musei Civici reggiani nel contributo dal titolo “Memorie dagli archivi. Storia della Collezione Etnografica dei Musei Civici di Reggio Emilia”: dal XVIII secolo con il naturalista scandianese Lazzaro Spallanzani alla fondamentale direzione di don Gaetano Chierici, paletnologo particolarmente attento a questi materiali nell’ambito dell’allora comparativismo, fino ai successivi personaggi che in epoche successivi hanno gestito la sezione etnografica museale.
Dagli archivi, insostituibili fonti di memorie, emerge la storia dei materiali in un percorso che, a partire dal momento dell’ingresso, ne segnala l’iter all’interno delle vicende della Collezione Etnografica, intrecciandosi con la più vasta storia dei Musei Civici reggiani.
“Il ricordo della guerra tra l’esperienza personale e la propaganda coloniale: la collezione fotografica e postale di Ferdinando Rossi (Africa Orientale Italiana, 1936–1941)” di José Javier Aliaga Cárceles, professore presso l’Università di Murcia, Dipartimento di Storia dell’Arte, analizza la collezione fotografica e postale di Ferdinando Rossi, ufficiale che partecipò alla campagna dell’Africa Orientale Italiana (1935-1941), oggi conservata presso i Musei Civici di Reggio Emilia.
Attraverso l’esame di oltre un centinaio di immagini, lo studio indaga come l’esperienza individuale del soldato si intrecci con l’immaginario visivo prodotto dalla propaganda fascista e dai circuiti commerciali dell’epoca. Inserendo il caso Rossi nel quadro degli studi sulla cultura visiva del colonialismo italiano e sulla circolazione delle immagini di massa, l’articolo interpreta la raccolta come un dispositivo di memoria in cui si sovrappongono ricordo personale, trofeo di guerra e interiorizzazione del discorso imperiale.
L’analisi tematica delle immagini mostra come la costruzione visiva dell’“altro” e del territorio coloniale abbia contribuito alla creazione di una serie di categorie tematiche connotate dal punto di vista ideologico. La collezione Rossi, lungi dall’essere un semplice archivio privato, rivela così le modalità attraverso le quali la guerra coloniale si prolunga nella sfera della memoria domestica e familiare.
L’iniziativa è ad ingresso gratuito e senza obbligo di prenotazione. Il primo numero della rivista sarà disponibile gratuitamente, su richiesta, presso il Palazzo dei Musei e, successivamente alla presentazione, scaricabile gratuitamente online sul sito www.musei.re.it
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Ultimo aggiornamento: 11-03-2026, 13:36