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Questa mattina, in Sala del Tricolore, è stato conferito al presidente Romano Prodi il Premio Dossetti - Sezione singolo cittadino, con le seguenti motivazioni: “Il professor Romano Prodi è uno dei maggiori studiosi di economia a livello nazionale e internazionale. È stato due volte Presidente del Consiglio italiano e, per un intero mandato, Presidente della Commissione europea. In tutti i suoi incarichi pubblici (oltre a quelli menzionati, fu consigliere comunale a Reggio Emilia, presidente dell’IRI e ministro dell’Industria) si è distinto per la grande attenzione alle dinamiche politiche internazionali, finalizzando sempre i suoi interessi e le sue azioni alla sviluppo dei popoli più poveri, oltre che al funzionamento delle istituzioni multilaterali preposte alla promozione dello sviluppo e della pace. In particolare si è dedicato con risultati ampiamente apprezzati all’allargamento dei confini dell’Unione europea con spirito inclusivo verso i paesi centro-europei dopo la fine dell’Unione Sovietica, ispirato dalla convinzione che l’Unione fosse e dovesse essere sempre più un insieme di minoranze e diversità determinate a realizzare tra di sé e con il resto del mondo condizioni di giustizia e convivenza pacifica. Sicuramente un grande testimone e un fattivo “costruttore di pace”.
Il presidente Prodi è stato candidato dall’istituto Alcide Cervi. A consegnare il premio al professor Prodi sono stati il sindaco di Reggio Emilia Marco Massari con il presidente della giuria Pierluigi Castagnetti.
Per la Sezione associazioni nazionali, il primo premio è stato conferito all’Associazione “La Piccola Famiglia aps” di Coriano (RN) per il progetto “Case famiglia per persone fragili in Italia e Albania” “per la straordinaria capacità di trasformare l’accoglienza in uno strumento di diplomazia dal basso e giustizia sociale. Attraverso il progetto delle Case Famiglia, l’associazione costruisce solidarietà e giustizia sociale in Italia e in Albania, garantendo dignità a persone con disabilità, persone fragili, minori, stranieri, vulnerabili. Una menzione speciale va al progetto "Case Italia-Cina", un’esperienza d'avanguardia che favorisce l'integrazione di bambini e giovani di origine asiatica, abbattendo barriere linguistiche e culturali per prevenire l'emarginazione. La Piccola Famiglia promuove una cultura dell'incontro che contrasta le radici della povertà e dell'isolamento sociale. Ogni casa diventa un presidio di pace, dove il dialogo tra culture diverse ripara tessuti sociali lacerati. Il loro impegno dimostra che la pace si edifica quotidianamente attraverso l'inclusione reale e il sostegno ai più invisibili”.
A ritirare il premio – consegnato dalla consigliera regionale Anna Fornili - è stato il presidente Lanfranco Bellavista.
Per la Sezione associazioni reggiane vincitore del premio ‘Manodori’ è il Movimento Donne in Nero Reggio Emilia per l’azione di pace “Fuori la guerra dalla storia. Una testimonianza attiva” che “dal 2021 ha ripreso ad abitare con continuità le piazze della città. Attraverso la pratica dei presidi silenziosi, ogni settimana, vestite di nero in segno di lutto per tutte le vittime dei conflitti, queste donne trasformano il corpo in un messaggio politico nonviolento, opponendosi fermamente alle guerre e alla violazione dei diritti umani. Il loro impegno si radica in una storia profonda, nata in Israele nel 1988 per denunciare l'occupazione della Cisgiordania e di Gaza, e portata avanti a Reggio Emilia fin dal 1991. La forza di questo movimento risiede nella sua capacità di essere un punto di riferimento sensibilizzante e aggregante per l'intera cittadinanza, offrendo anche informazioni su conflitti spesso dimenticati e tessendo reti di solidarietà con numerose associazioni locali e internazionali. Oltre alla presenza settimanale nelle piazze reggiane, le Donne in Nero svolgono attività educative e di sensibilizzazione sulla responsabilità individuale e collettiva nella costruzione della pace”.
A ritirare il riconoscimento è stata Letizia Valli, tra le fondatrici del Movimento a Reggio Emilia, che ha comunicato la volontà di devolvere il premio a Assopace Palestina, e in particolare ai due progetti “Aiutiamo l’ospedale Al Awda di Gaza” e “Un trattore per At-Tuwani. A consegnare il premio è stato il presidente della Fondazione Manodori di Reggio Emilia Leonello Guidetti.
Una prima menzione speciale è stata attribuita all’Associazione “Percorsi di vita ODV” di Bergamo per il coraggioso progetto “Artigiani della Pace”, campi di volontariato e servizio per giovani in Palestina. “La prima menzione speciale viene attribuita all’Associazione “Percorsi di vita ODV” di Bergamo per il coraggioso progetto “Artigiani della Pace”, campi di volontariato e servizio per giovani in Palestina. Il progetto trasforma il viaggio in un cammino di maturazione umana e spirituale. In un 2026 ancora segnato dalle ferite dei troppi conflitti, l'associazione promuove campi di servizio in Terrasanta, offrendo ai giovani italiani l'opportunità di farsi "pellegrini di pace" tra Betlemme, Gerusalemme e i campi profughi della Palestina. Non si tratta di semplice volontariato, ma di un’immersione profonda nella quotidianità di comunità dilaniate, dove la condivisione del cibo, del lavoro e delle storie diventa l'unico linguaggio possibile contro la logica della guerra. Attraverso l'incontro diretto con le realtà locali e il sostegno a progetti educativi e sociali, i partecipanti diventano testimoni oculari di una speranza resiliente. Premiamo questo impegno che insegna alle nuove generazioni a non restare indifferenti, ma a sporcarsi le mani per ricostruire ponti di dialogo laddove sono stati eretti muri, seminando germogli di riconciliazione e di pace in una terra che invoca giustizia e fratellanza”.
A ritirare il premio – consegnato dal vicesindaco di Cavriago Matteo Franzoni - è stata la referente dell’associazione Maddalena Cogorno.
Una seconda menzione speciale è andata al movimento “Gazamuore” di Modena per il progetto “Disertiamo il silenzio”, che vuole contrastare l’impotenza e l’indifferenza rispetto a ciò che è accaduto e accade a Gaza. Un’iniziativa di sensibilizzazione, di informazione e di partecipazione attiva, “una risposta coraggiosa e necessaria all’impotenza e all’indifferenza che purtroppo circondano la tragedia palestinese. Il movimento è nato dalla mobilitazione spontanea di alcune famiglie modenesi ed è stato capace di catalizzare una rete di partecipazione attiva di oltre 1.500 persone in un impegno civile collettivo. Attraverso iniziative di sensibilizzazione, informazione e mobilitazione di piazza, il progetto denuncia con forza che Gaza e la Cisgiordania purtroppo non conoscono alcuna “pace”: nonostante i tentativi diplomatici, nessuna delle cause strutturali della guerra è stata rimossa. In Palestina si continua a morire e a subire un’oppressione sistematica che non concede tregua. In questo scenario, il movimento “Gaza muore” trasforma l’indignazione in azione, ricordandoci che la solidarietà attiva e la presenza fisica nelle piazze della società civile non sono solo gesti simbolici, ma restano strumenti necessari e urgenti per rompere il muro del silenzio”.
A ritirare il premio – consegnato dal consigliere della Provincia di Reggio Emilia Alberto Olmi – sono stati Nicola Guaraldi e Marcello Borgazzi, del movimento “Gazamuore”.
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Ultimo aggiornamento: 04-05-2026, 14:17