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Prosegue il successo della mostra “Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo” allestita presso lo Spazio Gerra di Reggio Emilia, che in poco più di un mese dall’apertura ha registrato 8.000 visitatori, confermandosi non soltanto come un importante appuntamento culturale dedicato al cantautore emiliano, ma anche come un’esperienza profondamente emotiva e partecipata dal pubblico che ha lasciato centinaia di testimonianze del proprio legame con il “maestro”.
La mostra, che rimarrà aperta fino al 18 ottobre, si arricchisce ora di un nuovo tassello: il catalogo che raccoglie i materiali presenti nell’esposizione e propone il racconto inedito “Gatti”, firmato dallo stesso Guccini: un testo che offre uno sguardo intimo e personale sulla sua nota passione per i felini, già più volte raccontata nel corso della sua carriera artistica e letteraria. Venerdì 12 giugno alle 18.30 nel cortile di Spazio Gerra, Federico Guglielmi, giornalista de ‘Il mucchio selvaggio’ e fondatore di Velvet, presenterà il volume, realizzato in una tiratura limitata ed edito da ‘Ics. Innovazione cultura società’ e acquistabile a 35 euro esclusivamente per il periodo della mostra direttamente allo Spazio Gerra o ordinato tramite spaziogerra@comune.re.it
Federico Guglielmi, classe 1960, romano e romanista, ha alle spalle quasi mezzo secolo da comunicatore musicale, come giornalista e conduttore radiofonico. Ha fondato e diretto il mensile “Velvet” e il trimestrale “Mucchio Extra”, è stato caporedattore de “Il Mucchio Selvaggio”, ha scritto per “Rockerilla”, “Rumore”, “Rockstar”, “Ciao 2001”, “Bassa Fedeltà” e altre riviste. Dal 1999 è responsabile delle pagine musicali di “AudioReview”; inoltre, collabora stabilmente con “Blow Up”, “Classic Rock” e “Vinile”. Ha pubblicato oltre trenta libri, è stato conduttore/autore di varie trasmissioni radio della Rai tra le quali “Stereonotte” e “Stereodrome”; ha firmato la produzione artistica di oltre venti dischi e curato alcune decine di ristampe o lavori con materiali d'archivio. Il suo “L’ultima Thule” ha vinto l’Indie Blog Award per il miglior blog musicale nel 2014 e nel 2017.
La mostra – Aperta fino al 18 ottobre 2026, la mostra prende il titolo dal verso “Canterò soltanto il tempo”, tratto da “Il tema” (1970), che riassume uno dei nuclei della poetica di Francesco Guccini, ovvero il rapporto tra parola, memoria e lo scorrere del tempo. L’esposizione nasce da una serie di incontri realizzati nell’arco di due anni con Francesco Guccini,durante i quali l’artista ha condiviso ricordi, riflessioni e aneddoti legati alla propria produzione musicale e letteraria. Da questi dialoghi prende formaun percorso che mette al centro il tema del tempo, filo conduttore dell’opera gucciniana e il ruolo fondamentale della parola come strumento per raccontare la vita, la memoria e l’esperienza.
Promossa dal Comune di Reggio Emilia e realizzata da Ics – Innovazione Cultura Società ets, la mostra è a cura di Stefania Carretti, Lorenzo Immovilli ed Erika Profumieri) e realizzata in collaborazione con lo stesso Francesco Guccini. Propone un ritratto intimo e insieme pubblico del cantautore: cantante, scrittore, narratore e figura di riferimento culturale per diverse generazioni. Tanto che, nell’apposita “cassetta postale” allestita in mostra e ispirata alle tante lettere e ai doni arrivati negli anni a Guccini nella sua casa di Pavana, sono centinaia le testimonianze profonde e toccanti lasciate dai visitatori. Testimonianze che raccontano non solo l’esperienza della mostra, ma soprattutto il legame umano e generazionale tra Guccini e il suo pubblico. Tra i temi più ricorrenti emergono emozione, commozione, crescita e il senso di una presenza costante nella vita delle persone, ben oltre il semplice rapporto tra artista e fan.
Il percorso espositivo si sviluppa lungo i quattro piani dello Spazio Gerra, per circa 350 metri quadrati ed esplora nove gruppi tematici attraverso nove canzoni, unendo materiali d’archivio (fotografie, oggetti originali, riproduzioni) a nuove opere di illustratori e fotografi. Queste creazioni si collegano ai temi e ai testi delle canzoni, creando un percorso che richiama le principali fonti di ispirazione di Guccini, letteratura, cultura popolare, illustrazione, storia e radici.
La mostra e il catalogo includono le illustrazioni diMaurizio Mantoviche realizza un tributo ispirato al primo album di Guccini, “Folk Beat n. 1”, capace di evocare con forza l’atmosfera vibrante e inquieta della fine degli anni Sessanta, Silvano Scolari che rivisita “Libera nos domine”,costruendo un grande affresco fatto di parole vuote e miserie umane accumulate come macerie di una Gaza dei giorni nostri; Veronica Ruffato checrea un flashback emotivo per la canzone “Van Loon”, che Guccini dedica al padre, intrecciando amore familiare e cultura; Gianmario Taurisano trasforma“La canzone della bambina portoghese” in un racconto grafico, con una luce che passa dal morbido all’abbaglio, mantenendo il mistero finale; Arianna Lerussi lavora su “Vorrei”, mostrando momenti intimi e straordinari della vita quotidiana.Infine, Simona Costanzo utilizza sacchetti di pane per dare vita a creature oniriche che dialogano con la realtà e con i protagonisti di “Incontro”.
Alle illustrazioni si aggiungono due nuove produzioni fotografiche: “Pavana e ricordi”diPaolo Simonazzi, che esplora i luoghi simbolo dell’universo gucciniano tra Bologna e l’Appennino, creando una mappa visiva fatta di paesaggi, oggetti e dettagli legati alla cultura popolare e alla memoria e “Zeitraum”diKai-Uwe Schulte-Bunert, che rappresenta il tempo e il ricordo attraverso immagini di componenti di vecchi orologi in caduta, evocando la natura frammentaria della memoria.
Orari - Dal 18 giugno al 30 agosto la mostra è aperta il venerdì, sabato, domenica dalle 16 alle 20; dal 18 giugno al 30 luglio anche il giovedì sera dalle 20 alle 24.
Ultimo ingresso 40 minuti prima della chiusura.
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Ultimo aggiornamento: 08-06-2026, 14:17