Salta al contenuto

Contenuto

Sono disponibili al link https://www.eventbrite.it/e/1983255353149?aff=oddtdtcreator gli ultimi biglietti per assistere allo spettacolo “Scienziate visionarie. Il mondo che vogliamo”, in programma giovedì 19 marzo alle ore 21 al Teatro Cavallerizza. L’iniziativa, promossa in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia e l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, fa parte del programma di appuntamenti organizzati in occasione dell’8 marzo, Giornata internazionale della donna: rientra nel calendario di eventi anche lo spettacolo “Il peso del silenzio” con Cathy La Torre, in programma questa sera sempre al Teatro Cavallerizza e andato sold out già nei giorni scorsi.

“Scienziate visionarie. Il mondo che vogliamo” è uno spettacolo teatrale a cura delle fisiche e ricercatrici del Cnr Cristina Mangia e Sabrina Presto, della matematica e ricercatrice in Storia della scienza Sara Sesti e dell’attrice/regista Maria Eugenia D’Aquino direttrice artistica di ScienzaInScena/Pacta dei Teatri, con Cristina Mangia, Sabrina Presto e Maria Eugenia D’Aquino. Un racconto sulle donne che hanno scolpito il cammino della scienza e della conoscenza, dedicato in particolare alle scienziate Donella Meadows eAlice Hamilton, due figure chiave nella sostenibilità ambientale, nella salute e sicurezza nel mondo del lavoro. “In quale direzione vuole andare la scienza delle donne – spiegano le autrici - se non c’è una visione del mondo che desideriamo e un ostinato ottimismo nel perseguirla? Donella Meadows e Alice Hamilton una loro visione l’hanno avuta ed è da quella che si sono lasciate guidare, sfidando posizioni scientifiche consolidate, aprendo campi di ricerca inaspettati laddove si parla di ambiente, di salute umana e di sviluppo sostenibile, laddove sembra che la scienza debba essere separata dalla politica”.

Lo spettacolo è una produzione ‘Pacta. dei Teatri’ in collaborazione con Cnr – Consiglio Nazionale delle Ricerche, Isac Cnr, Associazione Donne e scienza, Lud – Associazione per una Libera Università delle Donne, Creis – Centro Ricerca Europea per l’Innovazione Sostenibile, D.i.Re – Donne in Rete Contro la Violenza.

Una replica dello spettacolo dedicata alle scuole superiori – in particolare agli istituti Ariosto-Spallanzani e Bus Pascal accompagnati dalle docenti delle discipline scientifiche - è in programma sempre alla mattina del 19 marzo.


OLTRE L’8 MARZO - Oltre alle iniziative organizzate per la Giornata internazionale della donna, sono tanti e diversi gli appuntamenti dal Tavolo Reggio Emilia contro la violenza sulle donne, promosso dall'Amministrazione comunale in collaborazione con associazioni ed enti del territorio e dedicato alle tematiche del femminile, per non limitare le azioni di sensibilizzazione sulla parità di genere a un solo giorno, ma per estenderle appunto a un periodo più ampio.

Le biblioteche comunali partecipano al programma delle iniziative legate all’8 marzo, con alcuni incontri e l’allestimento, per tutto il mese presso la Biblioteca Panizzi, di una vetrina tematica, in versione fisica e online, dedicata alle donne tra cultura, storia e società e un focus su Grazia Deledda, prima donna italiana a vincere il Premio Nobel nel 1926.

Alla Biblioteca delle arti, inoltre,prosegue fino al 18 aprile la mostra fotografica tratta dal volume “Io non scendo. Storie di donne che salgono sugli alberi e guardano lontano” con una selezione di immagini a cura di Laura Leonelli. Un percorso visivo e narrativo che raccoglie fotografie d’epoca, spesso anonime, dedicate a donne dalla fine dell’Ottocento agli anni ’70 del Novecento che scelgono simbolicamente di salire sugli alberi per conquistare nuovi punti di vista, libertà ed emancipazione. Scatti che intrecciano storie individuali e memoria collettiva, offrendo una riflessione potente sul desiderio di autonomia femminile e sulla capacità di immaginare e costruire un futuro diverso. Una mostra intensa e suggestiva, che invita a guardare il mondo da un’altra prospettiva e a riscoprire il valore della libertà, ieri come oggi. Ingresso libero.

Il Cinema comunale Rosebud propone quattro pellicole collegate ai temi dell’8 marzo. Il 20 marzo, alle ore 16, viene proiettato “Primavera” di Damiano Michieletto, una storia di riscatto grazie alla potenza della musica e dell’arte, con al centro la storia di Antonio Vivaldi, maestro in un orfanotrofio, della sua allieva prediletta Cecilia.

Il 24 marzo alle 21 sarà invece la volta di “Breve storia d’amore” di Ludovica Rampoldi, in cui la regista, a partire dall'infatuazione clandestina tra Lea e Rocco, che sconvolge le loro vite e quelle dei loro partner (Andrea e Cecilia), esplora temi come il tradimento, la solitudine, i desideri nascosti, la fragilità umana e il confine tra amore e ossessione, senza offrire facili giudizi morali ma stimolando la riflessione sulle complessità delle relazioni moderne. Il 27 marzo, alle ore 16, va in scena “Buon viaggio”, un road movie dolce amaro di Marie Enya Baroux sul fine vita, per finire il 30 marzo (ore 21) con “L'infiltrata” di A. Echevarria, ispirato alla vera storia di Elena Tejada, agente spagnola infiltrata nell’Eta.

Fino al 15 aprile, al Tecnopolo #19, è in programma Declinazioni Temporali”: un progetto che unisce una mostra e una serie di conversazioni realizzato dall’Associazione Gruppo Fotografico Prisma Aps Castelnovo di Sotto, in collaborazione con CO.A.GE Coordinamento delle associazioni di genere di Reggio Emilia, Cna Reggio Emilia e Tecnopolo e il patrocinio del Comune di Reggio. Il percorso espositivo, dedicato al rapporto delle donne con il tempo, vedrà in mostra l’opera di otto artiste – Anna Baldi, Anna Giuntini, Cetty Messina, Elisa Zarotti, Grazia Salierno, Laura Sassi, Olga Cirone Boero, Silvia Lorenzi - con la curatela di Laura Davì e Marco Menozzi: un’indagine collettiva sul tempo come materia viva, memoria, trasformazione, attesa, stratificazione. La mostra è visitabile tutti i giorni negli orari di apertura del Tecnopolo. In contemporanea, ogni martedì alle 18 fino al 15 aprile, sono in programma una serie di conversazioni che coinvolgeranno donne impegnate nella società, nello sport e nell’arte per parlare del tempo nel loro ambito privato e professionale, tra cuil’arpista Agatha Bocedi, la vicecampionessa mondiale di handbike Ana Vitelaru, l’ingegnera aerospaziale Giovanna Manca, l’imprenditrice Francesca Poli e l’architetta Silvia Costetti. Il programma completo è consultabile sui canali di comunicazione del Gruppo fotografico Prisma.

Martedì 24 marzoalle 18.30 Aula Magna di Unimore (via Allegri 9) è in programma l’incontro “Il potere della parola come atto di resistenza” con Pegah Moshir Pour, una delle voci più autorevoli e coraggiose del panorama culturale contemporaneo. L’appuntamento è promosso dall'Associazione Più Per Reggio Emilia in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia e Luc – Libera Università del Crostolo.

Nata in Iran e cresciuta in Italia, Pegah Moshir Pour è attivista per i diritti umani e digitali, scrittrice, consulente e divulgatrice, da anni promotrice di percorsi di sensibilizzazione sull’uso etico della tecnologia e sulla libertà di espressione, con particolare attenzione ai diritti delle donne e alla lotta contro ogni forma di censura e discriminazione. In particolare, l’incontro del 24 marzo sarà dedicato al potere della parola come strumento di libertà e resistenza. Attraverso un racconto che intreccia biografia personale, attualità internazionale e riflessioni sul ruolo dei media digitali, Pegah accompagnerà il pubblico in un viaggio tra Iran, Europa e rete, dove la libertà femminile si misura anche nella possibilità di parlare, condividere e testimoniare. Sarà un dialogo aperto su temi centrali e profondamente attuali quali il diritto alla parola e all’autodeterminazione delle donne; la violenza invisibile esercitata attraverso censura, disinformazione e controllo; la rete come spazio politico e civile, capace di unire voci e generazioni; l’importanza delle alleanze femminili che attraversano confini geografici e culturali. Modera l’incontro Francesca Codeluppi, bibliotecaria e volontaria TEDxReggioEmilia.

Durante la serata sarà proiettato un contributo video di Federico Borella, fotogiornalista free-lance vincitore del premio “Sony Photographer of the year” nel 2019, che presenterà The SHEROES Café, il progetto fotografico che racconta le vicende di un gruppo di donne che hanno lottato per ricostruire le loro vite dopo essere state attaccate con acido, aggressioni spesso perpetrate da un membro della famiglia, o un conoscente, o un vicino. Il titolo della mostra nasce dallo Sheroes Hangout Café di Agra, in India, creato dalla campagna Stop Acid Attacks e gestito da alcune di queste donne: non solo un locale, ma uno spazio di lavoro, formazione e attivismo, una comunità che le riconosce come persone e non come vittime. Nel quotidiano, servire un caffè, accogliere chi entra, organizzare incontri culturali significa rimettere al centro le loro storie e aprire un dialogo contro ogni forma di violenza di genere. La mostra, allestita nell’Aula magna di Unimore fino ad aprile 2026, si inserisce all’interno di un progetto più ampio promosso dal Comune di Reggio Emilia, realizzato in collaborazione con l’associazione culturale PiùPer e Unimore.

Infine La Luc – Libera università del Crostolo nell’ambito della rassegna “I martedì della Luc” propone diversi incontri tra scienza, filosofia, storia, geopolitica e letteratura fino al mese di aprile, tra cui martedì 31 marzo (ore 17.30) la lectio della pioniera della statistica di genere Linda Laura Sabbadini “Il paese che conta. Come i numeri raccontano la nostra storia” e martedì 14 aprile (ore 17.30) la presentazione del libro “Le appassionate. Storie di donne che hanno cambiato il futuro” con le autrici Maria Novella De Luca e Simonetta Fiori. Entrambi gli appuntamenti si svolgono nell’Aula Magna Manodori di Unimore, a Palazzo Dossetti.




Allegati

A cura di

Questa pagina è gestita da

Ufficio stampa del Comune di Reggio Emilia

Piazza Prampolini, 1

42121 Reggio Emilia

Ultimo aggiornamento: 17-03-2026, 12:38