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Reggio Emilia si appresta a celebrare la ricorrenza dell’8 marzo, Giornata internazionale della donna,con un programma di appuntamenti e iniziative organizzati dall’Amministrazione comunale in collaborazione con associazioni ed enti del territorio per sottolineare l'importanza della lotta per i diritti delle donne e per la loro emancipazione, ricordando le conquiste sociali, economiche e politiche, e la strada ancora da percorrere per raggiungere la parità di genere.
Un denso palinsesto che comprende spettacoli, incontri e mostre: tra questi la cerimonia di premiazione delle“Reggiane per esempio” chesi sono distinte nei diversi ambiti della Giustizia, in programma per lunedì 9 marzo, e una campagna di manifesti urbani realizzata dall’artista Elena Bellantoni dal titolo“NOT HER/LEI NON È QUESTO”che gioca congli stereotipi e il sessismo nella pubblicità per promuovere temi come il contrasto alle discriminazioni e i diritti delle donne.
Il programma degli appuntamenti e delle iniziative è stato presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte l’assessora alle Pari opportunità Annalisa Rabitti, la presidente di Nondasola Sarah Mineo e l’artista Elena Bellantoni.
“L’8 marzo non è una ricorrenza simbolica né un momento rituale: è una giornata di consapevolezza e responsabilità collettiva – dice l’assessora alle Pari Opportunità Annalisa Rabitti - che ci ricorda come i diritti conquistati siano il frutto di battaglie civili, sociali e politiche, e che molte disuguaglianze persistono ancora oggi, nei luoghi di lavoro, nelle istituzioni, nei contesti educativi e nelle relazioni quotidiane. Celebrare l’8marzo significa ribadire che la piena partecipazione delle donne alla vita pubblica non è una concessione, ma una condizione essenziale per la qualità della democrazia. Quando le donne occupano ruoli nei contesti pubblici – nelle amministrazioni, nella politica, nell’economia, nella cultura – non si realizza soltanto un principio di equità: si arricchisce il processo decisionale, si ampliano le prospettive, si rafforza la rappresentanza dei bisogni e delle esperienze reali della società. Una comunità è più giusta e più forte quando tutte e tutti possono contribuire, senza ostacoli strutturali o barriere culturali”.“ Allo stesso tempo – prosegue l’assessora Rabitti -, l’8 marzo è un’occasione per ribadire con chiarezza il valore dell’educazione socio-affettiva e del consenso, che è il fondamento di relazioni libere, rispettose e paritarie. Non è un dettaglio, ma un principio culturale che deve essere compreso, interiorizzato e praticato fin dall’infanzia. Promuovere un’educazione socio-affettiva nelle scuole significa investire in una società capace di riconoscere l’autonomia dell’altra e dell’altro, di prevenire la violenza di genere, di costruire relazioni basate sull’ascolto, sul rispetto e sulla responsabilità reciproca”.
“Parlare di pari opportunità oggi significa dunque agire su più livelli: garantire accesso e rappresentanza, contrastare stereotipi e discriminazioni, sostenere percorsi di autonomia economica, ma anche costruire una cultura del rispetto che metta al centro la dignità della persona – conclude l’assessora Rabitti -. L’8 marzo è un impegno che ci riguarda ogni giorno dell’anno. Non celebriamo soltanto le conquiste raggiunte: rinnoviamo la volontà di continuare a lavorare perché l’uguaglianza sia una realtà concreta, vissuta, quotidiana”.
Premio Reggiane per esempio
Lunedì 9 marzo, alle ore 10, in Sala del Tricolore, il sindaco Marco Massari e l’assessora alle Pari opportunità Annalisa Rabitti, insieme alle colleghe e colleghi della Giunta, conferiranno il premio “Reggiane per esempio”: in questa 17° edizione, saranno premiate le donne di “straordinaria normalità” che si sono distinte nei diversi ambiti della Giustizia, e quindi avvocate, magistrate e appartenenti alle forze dell’ordine, con l’obiettivo di riconoscere la loro competenza e professionalità, la capacità di promuovere una cultura della parità di genere ed evidenziare modelli di ruolo positivi per le future generazioni. Il premio, nato nel 2010, vuole infatti valorizzare le donne che abitano o lavorano nel nostro territorio e che si sono contraddistinte per l’impegno, la passione e la forza del loro operato, donne che in qualsiasi modo abbiano giovato o giovino al nostro territorio, sia rendendone più alto il prestigio attraverso le loro competenze sia utilizzando le proprie capacità in modo disinteressato. Ogni anno il premio è dedicato a un diverso ambito di attività.
Ospite d’onore della cerimonia sarà Cathy La Torre, avvocata e attivista specializzata nei temi dell’equità, dell’inclusione e del diritto antidiscriminatorio, con particolare riferimento alle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere.Nel 2019 è stata premiata da The Good Lobby come miglior avvocata pro bono d’Europa; nel 2020 ha ricevuto il Premio Coraggio Emanuela Loi; nel 2023 i Factanza Media Awards per la divulgazione in materia di equità e inclusione; nel 2024 il riconoscimento come Miglior Avvocato in Diritto Antidiscriminatorio. Ha pubblicato per Mondadori “Nessuna causa è persa” (2020) e “Ci sono cose più importanti” (2022), per Feltrinelli “Non è normale. Se è violenza non è amore. È reato” (2024) e per ROI Edizioni “Non si può più dire niente” (2025). È creatrice dei podcast “Invertiti: storie di gay, lesbiche, bisessuali, transessuali che hanno invertito il corso della storia” e “Dritti ai Diritti”. Porta in scena la conferenza-spettacolo “Tutte le volte che le donne”, dedicata alle figure femminili dimenticate dalla storia.
Gli spettacoli
Cathy La Torre sarà protagonista dello spettacolo“Il peso del silenzio”, in programma la sera di martedì 17 marzo alle ore 20.30 al Teatro Cavallerizza(viale Allegri 8). Un intervento teatrale e narrativo in cui ripercorre la storia della violenza contro le donne e della lotta per i diritti femminili, dalle prime battaglie dell’Ottocento fino ai giorni nostri. Attraverso un racconto intenso e documentato, il monologo mette in luce il silenzio come sistema strutturale di potere e analizza le diverse forme di violenza - fisica, psicologica, economica, sociale e culturale - mostrando come la violenza di genere sia un fenomeno sistemico. La narrazione conduce fino all’attualità, con una forte call to action orientata alla responsabilità, all’educazione e all’impegno concreto.
L’ingresso è a offerta libera: l’intero ricavato sarà devoluto alla Casa delle Donne – Associazione Nondasola.
Sempre al Teatro Cavallerizza il 19 marzo, alle ore 21 a ingresso libero, va invece in scena “Scienziate visionarie. Il mondo che vogliamo”, spettacolo teatrale a cura delle fisiche e ricercatrici del Cnr Cristina Mangia e Sabrina Presto, della matematica e ricercatrice in Storia della scienza Sara Sesti e dell’attrice/regista Maria Eugenia D’Aquino direttrice artistica di ScienzaInScena/PACTA . dei Teatri, con Cristina Mangia, Sabrina Presto e Maria Eugenia D’Aquino. Una replica dello spettacolo dedicata alle scuole superiori – in particolare agli istituti Ariosto-Spallanzani e Bus Pascal accompagnati dalle docenti delle discipline scientifiche - è in programma sempre alla mattina del 19 marzo. Un racconto sulle donne che hanno scolpito il cammino della scienza e della conoscenza, dedicato in particolare alle scienziate Donella Meadows e Alice Hamilton, due figure chiave nella sostenibilità ambientale, nella salute e sicurezza nel mondo del lavoro. Lo spettacolo – promosso in collaborazione con Comune di Reggio Emilia e Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - è una produzione ‘PACTA . dei Teatri’ in collaborazione con Cnr – Consiglio Nazionale delle Ricerche, ISAC CNR, Associazione Donne e scienza, LUD – Associazione per una Libera Università delle Donne, CREIS – Centro Ricerca Europea per l’Innovazione Sostenibile, D.i.Re – Donne in Rete Contro la Violenza.
Oltre l'8 marzo
Oltre alle iniziative organizzate per la Giornata internazionale della donna, sono tanti e diversi gli appuntamenti organizzati, in particolare nel mese di marzo, dal Tavolo Reggio Emilia contro la violenza sulle donne, promosso dall'Amministrazione comunale in collaborazione con associazioni ed enti del territorio e dedicato alle tematiche del femminile, per non limitare le azioni di sensibilizzazione sulla parità di genere a un solo giorno, ma per estenderle appunto a un periodo più ampio.
Le biblioteche comunali partecipano al programma delle iniziative legate all’8 marzo, con alcuni incontri e l’allestimento, per tutto il mese presso la Biblioteca Panizzi, di una vetrina tematica, in versione fisica e online, dedicata alle donne tra cultura, storia e società e un focus su Grazia Deledda, prima donna italiana a vincere il Premio Nobel nel 1926.
Giovedì 5 marzo, alle 17 alla Biblioteca delle arti, inaugura la mostra fotografica tratta dal volume “Io non scendo. Storie di donne che salgono sugli alberi e guardano lontano” con una selezione di immagini a cura di Laura Leonelli. Un percorso visivo e narrativo che raccoglie fotografie d’epoca, spesso anonime, dedicate a donne dalla fine dell’Ottocento agli anni ’70 del Novecento che scelgono simbolicamente di salire sugli alberi per conquistare nuovi punti di vista, libertà ed emancipazione. Scatti che intrecciano storie individuali e memoria collettiva, offrendo una riflessione potente sul desiderio di autonomia femminile e sulla capacità di immaginare e costruire un futuro diverso. Una mostra intensa e suggestiva, che invita a guardare il mondo da un’altra prospettiva e a riscoprire il valore della libertà, ieri come oggi. Ingresso libero.
Sempre giovedì 5 marzo, alle 16.45, alla Biblioteca San Pellegrino-Marco Gerra è in programma la lettura con laboratorio per bambini e bambine dai 3 anni “La principessa oltre le montagne” con l'autrice Valeria Angela Pisi. Una storia con una principessa fuori dagli schemi, che non aspetta di essere salvata da valorosi eroi ma ha invece le idee molto chiare: niente castello del papà, niente vestito rosa, niente vita da principessa annoiata. Una storia contro gli stereotipi di genere, divertente e ribelle! Ingresso su prenotazione al numero 0522 585616.
Infine, sabato 7 marzo, alle ore 10, lo Spazio Culturale Orologio propone “Storie di donne” letture per bambine e bambini da 0 a 6 anni a cura dei volontari Nati per Leggere su prenotazione al numero 0522 585396.
Sabato 7 marzo, alle 9.30, è in programma la biciclettata “Due ruote: vive, libere, in pace” promossa da Fiab-Tuttinbici e Nondasola ETS, che a Reggio Emilia gestisce il Centro antiviolenza “Casa delle donne”: un percorso di conoscenza e riflessione sulla concezione patriarcale delle relazioni fra uomini e donne che, in tutto il mondo, da troppo tempo, alimenta una cultura che porta a manifestazioni violente ed estreme tese a negare diritti e libertà di scelta delle donne. La Pedalata prevede alcune soste in centro storico - piazza Fontanesi, piazza Martiri del 7 Luglio, piazza del Popol giost e parco Santa Maria - dove ascoltare testimonianze e letture a cura di Nondasola - Lune Nomadi, Spazio Donna, Donne in Nero. È gradita la conferma della partecipazione entro giovedì 5 marzo a: info@tuttinbici.org. In caso di pioggia l’iniziativa è annullata.
Sempre Nondasola, assieme ad altre associazioni e collettivi cittadini, organizza in piazza Martiri del 7 luglio, nella mattinata di domenica 8 marzo una assemblea pubblica sul tema "corpi, consenso e potere" . Incontro che rientra nell'ambito di un evento che terminerà lunedì 9 marzo con una mattinata dedicata a interventi e testimonianze delle realtà che aderiscono allo sciopero transfemminista
La scuola “8 marzo” organizzerà un ciclo di appuntamenti dedicati alla Festa della Donna dal titolo “Donna non solo l’8 marzo”. Per sostenere questa idea, il calendario dei prossimi mesi sarà punteggiato da eventi condivisi e partecipati con bambini, bambine e famiglie dentro e fuori la scuola, dedicati al mondo femminile con l’intento di “prendersi cura”… Il primo appuntamento sarà martedì 10 marzo con una narrazione per i bambini e le bambine della scuola, dedicata a una donna “fuori dal comune”.
Venerdì 6 marzo, alle 15.30 a Binario49 (via Turri 49), è invece in programma il quarto e ultimo appuntamento della rassegna "Le parole quando si svegliano: contro la violenza", con la scrittrice Giulia Caminito in dialogo con Loredana Lipperini, ideatrice e curatrice del progetto. L’appuntamento è promosso all’interno del progetto “InTersezione. Linguaggi e pratiche al centro per promuovere il cambiamento contro la violenza sulle donne”, promossi da Comune di Reggio Emilia in collaborazione con Associazione Nondasola, Ufficio scolastico provinciale, Associazione Casa d’Altri, Iniziativa Laica e Biblioteca Ospizio.
Il Cinema comunale Rosebud propone quattro pellicole collegate ai temi dell’8 marzo. Il 20 marzo, alle ore 16, viene proiettato “Primavera” di Damiano Michieletto, una storia di riscatto grazie alla potenza della musica e dell’arte, con al centro la storia di Antonio Vivaldi, maestro in un orfanotrofio, della sua allieva prediletta Cecilia.
Il 24 marzo alle 21 sarà invece la volta di “Breve storia d’amore” di Ludovica Rampoldi, in cui la regista, a partire dall'infatuazione clandestina tra Lea e Rocco, che sconvolge le loro vite e quelle dei loro partner (Andrea e Cecilia), esplora temi come il tradimento, la solitudine, i desideri nascosti, la fragilità umana e il confine tra amore e ossessione, senza offrire facili giudizi morali ma stimolando la riflessione sulle complessità delle relazioni moderne. Il 27 marzo, alle ore 16, va in scena “Buon viaggio”, un road movie dolce amaro di Marie Enya Baroux sul fine vita, per finire il 30 marzo (ore 21) con “L'infiltrata” di A. Echevarria, ispirato alla vera storia di Elena Tejada, agente spagnola infiltrata nell’Eta.
I Teatri di Reggio Emilia propongono due appuntamenti: il 10 e l’11 marzo al Teatro Ariosto alle ore 20.30 va in scena “Orlando”, tratto dal romanzo omonimo di Virginia Woolf e con Anna Della Rosa in scena e la regia di Andrea De Rosa. Un intreccio tra la vita di Woolf e le sue opere, che affronta il tema dell’identità di genere - la/il protagonista del romanzo, Orlando, è un poeta che attraversa diversi secoli della storia del mondo, vivendo come uomo e come donna -, del ruolo sociale, della libertà individuale. Il romanzo è considerato un classico femminista, e sulla scena c’è Anna Della Rosa, vincitrice del 37° Premio Duse, riconoscimento dedicato alla migliore attrice teatrale della stagione 2023/24, e del Premio Hystrio all’interpretazione 2025.
Fino al 15 aprile, al Tecnopolo #19, è in programma “Declinazioni Temporali”: un progetto che unisce una mostra e una serie di conversazioni realizzato dall’Associazione Gruppo Fotografico Prisma Aps Castelnovo di Sotto, in collaborazione con CO.A.GE Coordinamento delle associazioni di genere di Reggio Emilia, Cna Reggio Emilia e Tecnopolo e il patrocinio del Comune di Reggio. Il percorso espositivo, dedicato al rapporto delle donne con il tempo, vedrà in mostra l’opera di otto artiste – Anna Baldi, Anna Giuntini, Cetty Messina, Elisa Zarotti, Grazia Salierno, Laura Sassi, Olga Cirone Boero, Silvia Lorenzi - con la curatela di Laura Davì e Marco Menozzi: un’indagine collettiva sul tempo come materia viva, memoria, trasformazione, attesa, stratificazione. La mostra è visitabile tutti i giorni negli orari di apertura del Tecnopolo. In contemporanea, ogni martedì alle 18 fino al 15 aprile, sono in programma una serie di conversazioni che coinvolgeranno donne impegnate nella società, nello sport e nell’arte per parlare del tempo nel loro ambito privato e professionale, tra cui l’arpista Agatha Bocedi, la vice campionessa mondiale di handbike Ana Vitelaru, l’ingegnera aerospaziale Giovanna Manca, l’imprenditrice Francesca Poli e l’architetta Silvia Costetti. Il programma completo è consultabile sui canali di comunicazione del Gruppo fotografico Prisma.
Martedì 17 marzo, alle ore 11 nell’aula corsi della scuola IEXS (via Gandhi 8) è in programma la conferenza per ragazze e ragazzi “La scelta giusta: non esistono lavori da maschio o da femmina” per confrontarsi sulle scelte professionali dopo la scuola al di là degli stereotipi e per scoprire come il gender gap influenzi le opportunità lavorative. L’iniziativa, promossa dalla sezione reggiana di Adgi – Associazione Donne giuriste Italia, vede la partecipazione delle avvocate Carmen Pisanello (presidente di Adgi Reggio Emilia) e Stefania Montanari (vicepresidente di Adgi Reggio Emilia).
Martedì 24 marzo alle 18.30 Aula Magna di Unimore (via Allegri 9) è in programma l’incontro “Il potere della parola come atto di resistenza” con Pegah Moshir Pour, una delle voci più autorevoli e coraggiose del panorama culturale contemporaneo. L’appuntamento è promosso dall'Associazione Più Per Reggio Emilia in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia e Luc – Libera Università del Crostolo.
Nata in Iran e cresciuta in Italia, Pegah Moshir Pour è attivista per i diritti umani e digitali, scrittrice, consulente e divulgatrice, da anni promotrice di percorsi di sensibilizzazione sull’uso etico della tecnologia e sulla libertà di espressione, con particolare attenzione ai diritti delle donne e alla lotta contro ogni forma di censura e discriminazione. In particolare, l’incontro del 24 marzo sarà dedicato al potere della parola come strumento di libertà e resistenza. Attraverso un racconto che intreccia biografia personale, attualità internazionale e riflessioni sul ruolo dei media digitali, Pegah accompagnerà il pubblico in un viaggio tra Iran, Europa e rete, dove la libertà femminile si misura anche nella possibilità di parlare, condividere e testimoniare. Sarà un dialogo aperto su temi centrali e profondamente attuali quali il diritto alla parola e all’autodeterminazione delle donne; la violenza invisibile esercitata attraverso censura, disinformazione e controllo; la rete come spazio politico e civile, capace di unire voci e generazioni; l’importanza delle alleanze femminili che attraversano confini geografici e culturali. Modera l’incontro Francesca Codeluppi, bibliotecaria e volontaria TEDxReggioEmilia.
Durante la serata sarà proiettato un contributo video di Federico Borella, fotogiornalista free-lance vincitore del premio “Sony Photographer of the year” nel 2019, che presenterà The SHEROES Café, il progetto fotografico che racconta le vicende di un gruppo di donne che hanno lottato per ricostruire le loro vite dopo essere state attaccate con acido, aggressioni spesso perpetrate da un membro della famiglia, o un conoscente, o un vicino. Il titolo della mostra nasce dallo Sheroes Hangout Café di Agra, in India, creato dalla campagna Stop Acid Attacks e gestito da alcune di queste donne: non solo un locale, ma uno spazio di lavoro, formazione e attivismo, una comunità che le riconosce come persone e non come vittime. Nel quotidiano, servire un caffè, accogliere chi entra, organizzare incontri culturali significa rimettere al centro le loro storie e aprire un dialogo contro ogni forma di violenza di genere. La mostra, allestita nell’Aula magna di Unimore fino ad aprile 2026, si inserisce all’interno di un progetto più ampio promosso dal Comune di Reggio Emilia, realizzato in collaborazione con l’associazione culturale PiùPer e Unimore.
Dall’1 all’ 8 marzo la Fonderia di Reggio Emilia si trasforma in uno spazio di visioni plurali, accogliendo Dance Week. Omaggio alla creatività femminile – Girls just wanna have…, una settimana interamente dedicata alle artiste e alle coreografe che, con linguaggi diversi e sensibilità eterogenee, interrogano il presente attraverso il corpo e il movimento. Un percorso che intreccia spettacoli, prove aperte, incontri e laboratori, dando forma a un mosaico di esperienze in cui il corpo diventa luogo di piacere e resistenza, immaginazione e trasformazione. Dal dialogo con il mito alla relazione con la tecnologia, dall’ironia alla potenza condivisa del gesto fino alla dimensione poetica del respiro e alla magia della narrazione per i più piccoli, la Dance Week celebra la ricchezza e la complessità dell’universo creativo femminile nella scena contemporanea.
Infine La Luc – Libera università del Crostolo nell’ambito della rassegna “I martedì della Luc” propone diversi incontri tra scienza, filosofia, storia, geopolitica e letteratura fino al mese di aprile, tra cui martedì 31 marzo (ore 17.30) la lectio della pioniera della statistica di genere Linda Laura Sabbadini “Il paese che conta. Come i numeri raccontano la nostra storia” e martedì 14 aprile (ore 17.30) la presentazione del libro “Le appassionate. Storie di donne che hanno cambiato il futuro” con le autrici Maria Novella De Luca e Simonetta Fiori. Entrambi gli appuntamenti si svolgono nell’Aula Magna Manodori di Unimore, a Palazzo Dossetti.
Si ricorda inoltre che sul sito di Acer Reggio Emilia è visibile la campagna di sensibilizzazione in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia e l’Associazione Nondasola sul contrasto alla violenza di genere.

La campagna “NOT HER/LEI NON È QUESTO” dell’artista Elena Bellantoni negli spazi pubblici cittadini
“Educare alla parità incrina ogni autorità”. O “la donna disobbedisce alla storia riscrive ostinata la sua genealogia”. “Toglimi le mani di dosso quando dico no. Toglimi gli occhi di dosso quando dico no. Io dico no”. E ancora: “Mia madre non aveva scelta. Io ora decido”. Sono i concetti e le parole tratte dal lessico femminista che si contrappongono, fino a neutralizzarli, agli slogan stereotipati di reclame sessiste sapientemente rielaborate nella campagna di comunicazione “NOT HER/ LEI NON È QUESTO” firmata dall’artista Elena Bellantoni per la Giornata internazionale della donna. Da ieri, lunedì 2 marzo, la campagna avvolge alcuni spazi urbani di Reggio Emilia attraverso manifesti disseminati tra via Farini, via Della Croce Bianca, via Matteotti, e nello spazio urbano della città. Un progetto artistico che, partendo dalle pubblicità sessiste, arriva a ribaltarne il messaggio per parlare di discriminazione e cultura patriarcale e per mettere in luce come l’immagine della donna e il suo corpo vengano trattati in modo triviale per calamitare l’attenzione verso futili beni di consumo proposti dai media. Il progetto, a cura di Fulvio Chimento, è organizzato dal Comune di Reggio Emilia e dall’Assessorato Pari Opportunità in collaborazione con Fondazione Palazzo Magnani.
“Sono convinta che l'arte possa toccare nelle persone corde diverse rispetto a qualsiasi altro linguaggio – dice l’assessora alle Pari opportunità Annalisa Rabitti – e per questo siamo molto contente comeUfficio Pari opportunità di lavorare con un’artista come Elena Bellantoni, che ci aiuta in qualche modo a rompere gli stereotipi e a mandare un messaggio forte alla città. Questa campagna sicuramente si farà notare e magari anche criticare, proprio perché il messaggio che lancia va a incidere su alcuni meccanismi comunicativi che permeano la nostra società e dei quali spesso non ci accorgiamo: mi auguro che questa discussione possa essere utile a sviluppare lo spirito critico perché l’obiettivo è proprio quello, che le persone si facciano delle domande anche mettendosi in gioco per trovare delle risposte”.
La campagna si basa sul progetto artistico NOT HER, realizzato in occasione dell’evento “Dior Cruise Spring Summer” svoltosi a Parigi nel 2023 quando l’artista presentò un’imponente video installazione che ricalca e risponde alle pubblicità sessiste dagli anni Quaranta a oggi, connotando il suo lavoro di un forte messaggio femminista. Alcune delle 400 immagini raccolte nell’archivio della Bellantoni sono state rielaborate dall’artista, che ha prestato il proprio volto ai soggetti femminili dei manifesti, senza alterarne impostazione e contenuti, e ha affiancato a essi degli slogan a commento del messaggio pubblicitario. Alle fotografie rielaborate si associano frasi che ne esplicitano il senso e il significato in chiave anti-patriarcale, e auspicano una comunicazione non violenta tra i due sessi; le risposte vengono mutuate dalla storia dei femminismi. Elena Bellantoni prende le distanze dai contenuti proposti dalle immagini, smarcando la figura della donna da stereotipi stancamente riproposti dai media.
Specifica l’artista: “In NOT HER il corpo è il luogo del conflitto, ma può diventare lo spazio della risoluzione dello stesso, uno spazio agito, che diventa non solo un atto linguistico ma anche performativo. Quello che cerco di rompere è la gabbia semantica in cui il corpo della donna è stato messo per diventare oggetto di consumo, per far vendere di più. Ho scelto di utilizzare il mio corpo d’artista per entrare performativamente dentro tutte queste immagini, ho deciso di utilizzare il linguaggio per “disertare” le narrazioni dominanti: le parole sono importanti. La mia posizione è NOT HER, il claim che è diventato il fil rouge che guida e lega le immagini e la scrittura. NOT HER è un’immagine in sé stessa, è la risposta allo stereotipo dominante: non è lei, lei non è più tutto questo. NOT HER diventa il tentativo di creare un nuovo paradigma, una scelta “sovversiva”. I collage hanno un’estetica ben definita si rifanno ai lavori di molte artiste degli anni ’70 come Ketty la Rocca e Mirella Bentivoglio. Le scritte e le foto fanno riferimento al lavoro di altre grandi artiste come Barbara Kruger e Cindy Sherman, l’utilizzo del linguaggio a volte anche in rima - alla John Giorno – è funzionale a creare dei giochi di parole perché il poetico è politico. Il luogo creativo che rivendico è quello dell’immaginazione dell’autodeterminazione, con NOT HER definisco questo spazio con il corpo per soffermarmi sull’autoritratto, perché io divento tutte le donne contemporaneamente e in questo gioco delle parti tutte mi appartengono e nessuna esiste realmente”.
NOT HER si collega alla presenza di Elena Bellantoni a Reggio Emilia in occasione di Fotografia Europea 2026, con la mostra personale Ghostwriter, allestita nella Chiesa di San Carlo e Agata. File rouge dei due progetti è il tema performativo dell’auto-ritrattoe la figura della donna come “corpo imprevisto della storia” (Carla Lonzi). In Ghostwriter assisteremo a una sorta di “reenactment-rivocazione” di eventi anche tragici della storia ma che trovano espressione attraverso figure simboliche dell’esperienza umana come Giovanna D’Arco. La “pulzella” diventa per Bellantoni simbolo di ribellione - nonostante la sua tragica fine – incarna la freschezza della gioventù, del ribaltamento, e può rappresentare ancora oggi un esempio positivo per tante ragazze che portano avanti battaglie in difesa dei diritti umani.
Elena Bellantoni (1975) è un’artista visiva e docente presso l’ABA di Roma. Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea, ha studiato a Parigi e a Londra, conseguendo nel 2007 un Master in Visual Art presso la University of the Arts London. Tra le mostre e premi che ha ricevuto: 2026 Tragicomica. L’arte italiana dal secondo novecento ad oggi, al MAXXI di Roma; 2023 Miglior Artista Italiana dell’Anno secondo la rivista di arte contemporanea «Artribune». Nel 2024 è stata selezionata tra gli artisti finalisti del Mario Merz Prize presso la Fondazione Merz di Torino. Nel 2023 ha inaugurato la sfilata Dior primavera-estate 2024 con l’installazione NOT HER ai Giardini delle Tuileries di Parigi. Nel 2018 è stata tra gli artisti vincitori della IV edizione dell’Italian Council del MiBACT; nel 2019 ha presentato il libro del progetto proposto per l’Italian Council al MAXXI di Roma, con un focus sulla sua produzione video. Nel 2018 è stata anche selezionata per gli eventi collaterali di Manifesta 12 a Palermo. Nel 2014 ha vinto il Premio Speciale Repubblica.it al Talent Prize; nel 2012 ha esposto In Other Words, the Black Market of Translation – Negotiating Contemporary Cultures, mostra al Kunstraum Kreuzberg Bethanien di Berlino.
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Ultimo aggiornamento: 06-03-2026, 17:58