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Venerdì 30 gennaio viene ricordato l’82esimo anniversario dell’eccidio in cui persero la vita don Pasquino Borghi e altri otto antifascisti a Reggio Emilia.
Il 30 gennaio 1944, infatti, a poco più di un mese dall’uccisione dei sette fratelli Cervi e di Quarto Camurri, nel Poligono di tiro di Reggio Emilia i fascisti repubblichini fucilarono per rappresaglia don Pasquino Borghi, Ferruccio Battini, Romeo Benassi, Umberto Dodi, Dario Gaiti, Destino Giovannetti, Enrico Menozzi, Contardo Trentini ed Enrico Zambonini.

Don Pasquino Borghi, nome di battaglia Albertario Pasquino Borghi nasce a Bibbiano il 26 ottobre 1903 da una famiglia di contadini mezzadri.
Entra in seminario a 12 anni e nel 1924 nell'Istituto Benedetto XII delle missioni africane in Verona. Nel 1930, ordinato sacerdote, parte per la missione comboniana di Torit, nel Sudan all'epoca anglo-egiziano. Nel 1937 viene fatto rientrare in Italia per motivi di salute e curato presso l'istituto missionario di Sulmona.
Nel 1938 nella Certosa di Farneta (Lucca) emette i voti di certosino e nel 1939 chiede la dispensa papale per ritornare alla vita sacerdotale “nel mondo”, anche per poter aiutare la madre rimasta vedova e in povertà. Nominato cappellano nella chiesa di Canolo (Correggio), assume decisa posizione contro la guerra e la dittatura fascista.
Dall'autunno 1943 è parroco a Coriano-Tapignola di Villa Minozzo. Dopo l'8 settembre 1943, inizia un'intensa attività di aiuto ai soldati italiani sbandati, ai prigionieri alleati fuggiti dai campi di internamento e ai primi partigiani.
Aderisce alla Resistenza con il nome di battaglia di Albertario.Il 21 gennaio 1944 viene arrestato a Villa Minozzo da militi della Repubblica Sociale, mentre sta tenendo l'omelia della Messa. Un milite ha la sfrontatezza di schiaffeggiarlo, mentre una maestra in segno di spregio gli sputa sul viso. 
Inutili i tentativi per salvarlo: don Pasquino viene incarcerato a Scandiano e poi, nell'ultima notte, trasferito nel carcere dei Servi a Reggio Emilia. Subisce percosse, torture e umiliazioni, sopportate con rassegnazione cristiana e con una forza d’animo tale da infondere coraggio ai compagni di prigionia che insieme a lui subivano la medesima sorte. 
Il 30 gennaio 1944, per rappresaglia dopo l'uccisione di un milite fascista, senza alcun processo, viene fucilato insieme ad altri otto patrioti: Ferruccio Battini, Romeo Benassi, Umberto Dodi, Dario Gaiti, Destino Giovannetti, Enrico Menozzi, Contardo Trentini ed Enrico Zambonini. L'esecuzione ha luogo nello stesso Poligono di tiro dove un mese prima, il 28 dicembre 1943, erano stati fucilati i sette Fratelli Cervi e Quarto Camurri.
Un distaccamento partigiano viene ben presto intitolato a Don Pasquino, una delle figure più importanti della Resistenza reggiana. 
Il 7 gennaio 1947, in occasione delle celebrazioni del 150° Anniversario della nascita del Primo Tricolore, il Capo dello Stato, Enrico De Nicola, consegna alla madre, Orsola Del Rio, la Medaglia d'oro al Valore militare alla memoria.

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Ultimo aggiornamento: 30-01-2026, 14:06