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Sarà attivo a partire dalle prossime settimane negli spazi della Polveriera, in piazzale Oscar Romero 1/P, il Centro per giustizia riparativa di Reggio Emilia, nel distretto della Corte d’appello di Bologna.
Il centro, uno dei 36 attivi sul territorio nazionale, si colloca come un punto di riferimento per tutto il distretto giudiziario per garantire l’accesso ai programmi di giustizia riparativa, un modello innovativo di giustizia complementare introdotto nel sistema giudiziario con Decreto legislativo 150/2022 per favorire, attraverso la riparazione delle conseguenze del reato, il dialogo e l’incontro tra autori di reato e comunità di riferimento. Proprio per questo il centro si rivolgerà non solo alle vittime di reato e alle persone indicate come autori dell’offesa, ma anche ai loro familiari, ad associazioni e istituzioni. Le attività del centro prevedono infatti un approccio al conflitto basato sulla relazione e sul riconoscimento reciproco delle parti nella loro autentica dignità, con esiti trasformativi per i soggetti direttamente coinvolti e le persone che ne costituiscono la comunità di appartenenza, e generativi per l’intera collettività.
Il centro garantirà l’accesso ai programmi di giustizia riparativa e sarà gestito per conto del Comune dalla cooperativa L’Ovile. Per l’avvio del servizio il Comune ha ricevuto un contributo dal Ministero della Giustizia di 224.000 euro, destinato a coprire le spese di gestione e a sostenere l’attività dei professionisti.
Come sarà organizzato
L’accesso ai programmi sarà gratuito, volontario e aperto senza discriminazioni, indipendentemente dalla tipologia o dalla gravità del reato, salvo nei casi in cui vi sia un concreto pericolo per i partecipanti.
Il centro potrà contare sulla attività di 12 mediatori penali iscritti all’elenco nazionale dei mediatori esperti in programmi di giustizia riparativa, che presteranno complessivamente un numero di ore pari a 4.800 annue (120 ore a settimana, per 4 settimane al mese, per 10 mesi all’anno) e sull’attività di altri mediatori volontari, anch’essi iscritti al registro nazionale, che parteciperanno a chiamata ai colloqui e agli incontri realizzati. I mediatori saranno in parte assunti, in parte libero professionisti e in parte collaboratori coordinati continuativi, consentendo una modularità di intervento e di gestione delle attività che possa offrire una copertura del fabbisogno più plasmabile in relazione alle possibilità delle parti che ricorrano ai diversi servizi del Centro.
Particolare attenzione è stata data alla presenza di mediatori esperti dotati di specifiche attitudini nei programmi che coinvolgono vittime vulnerabili o minori, nonché alla presenza di interpreti che siano anche traduttori, al fine di facilitare l’avvio del percorso di persone con origine straniera.
Ad oggi sono presenti tre mediatori linguistico culturali con competenze anche di interprete per le lingue araba, inglese, francese, bissa, bambara, urdu, hindi e punjabi. I mediatori saranno attivati esclusivamente al bisogno, con la possibilità di integrare anche ulteriori figure per lingue differenti.
L’attività sarà svolta sul territorio di Reggio Emilia e su tutto il territorio del distretto di corte d’appello. Si andrà costruendo un dialogo e una collaborazione anche con l’altro centro di Giustizia Riparativa presente nel territorio della Corte d’Appello, in modo da assicurare la copertura del servizio sull’intera regione.
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Ultimo aggiornamento: 30-03-2026, 13:47