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Prendono avvio in questi giorni i lavori propedeutici alla posa e installazione delle 22 opere scultoree che daranno vita al progetto di arte pubblica il “Sentiero Arcano” all’interno del Giardino di Gabrina al parco delle Acque chiare.
Nei prossimi giorni inizierà la collocazione di plinti utili per fissare al suolo le sculture che compongono il percorso artistico ispirato al tema dei Tarocchi e sviluppato da 23 artisti appartenenti al panorama culturale locale. Il progetto è nato nell’ambito dell’Accordo di cittadinanza “Usi e spazi beni comuni: il giardino di Gabrina”, nato per valorizzare il parco delle Acque chiare e il giardino dedicato a Gabrina Degli Albeti, famosa erbaiola e guaritrice reggiana, processata per stregoneria nel 1375.
La collocazione delle opere si sviluppa come un percorso scandito da 22 sculture che invitano il pubblico a riflettere sui diversi temi esistenziali che rappresentano. Ciascun artista ha infatti rappresentato plasticamente una delle 22 figure degli Arcani Maggiori dei tarocchi, interpretandola secondo la propria poetica. Ne sono nate opere scultoree originali che rivisitano la simbologia delle carte attraverso linguaggi espressivi e materiali differenti, utilizzando vetro, legno, ceramica, marmo, ferro, cemento. Ciascuna opera è accompagnata da sonorizzazioni realizzate ad hoc dagli studenti dell’Istituto Peri per creare un maggior coinvolgimento dei fruitori.
Il sentiero Arcano, prima opera d’arte pubblica costruita a Reggio in maniera collettiva, nasce da un articolato progetto di partecipazione gestito dal Comune di Reggio che negli anni scorsi ha coinvolto gli abitanti del quartiere Acque chiare, le associazioni del territorio e artisti locali con l’obiettivo di valorizzare il giardino di Gabrina, uno spazio verde molto vissuto dai residenti e non solo. Il percorso è poi confluito nella volontà, da parte degli artisti, grazie all’aiuto dell’associazione L’Indaco, di donare un’opera d’arte pubblicamente fruibile alla città.
Il sentiero Arcano costituirà una sorta di collegamento simbolico – e non solo sentieristico – con il vicino complesso del Mauriziano, dimora estiva dell’Ariosto. I tarocchi nascono infatti in epoca rinascimentale come gioco da tavolo delle corti nobiliari, tanto che Matteo Maria Boiardo fu ideatore di una loro versione con una simbologia diversa daquella classica. Nelle carte rivivono le gesta dei cavalieri, gli intrighi dei nobili e i litigi dei popolani, la spiritualità dei mistici, le alchimie dei maghi che ritroviamo nelle opere dell’Ariosto e del Boiardo.
Non a caso l'universo poetico ariostesco è stato spesso letto e rappresentato attraverso la lente degli Arcani Maggiori, per cui l'iconografia dei tarocchi si fonde con le figure magiche e cavalleresche del poema, che ricordano gli Arcani Maggiori.
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Ultimo aggiornamento: 10-04-2026, 15:44