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Tre proiezioni gratuite al Cinema Rosebud, tre incontri con esperti aperti al pubblico nell’Aula Magna del Dipartimento di Comunicazione ed Economia di Unimore e una pubblicazione collettiva: sono queste le tappe di "Mediazione cinematografica. Percorsi pratici di interculturalità", un nuovo progetto che si propone di dare voce alle associazioni della diaspora e raccontare il cinema africano costruendo un dialogo tra le culture che da anni abitano la città.

Promosso dall'Università di Modena e Reggio Emilia in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia, il Centro Interculturale Mondinsieme, tre associazioni della diaspora del territorio reggiano (NSAA Kente Group – Associazione dei cittadini ghanesi a Reggio Emilia, AIRE – Associazione degli ivoriani di Reggio Emilia e ABREER – Associazione dei Burkinabé di Reggio Emilia) e nell’ambito del progetto“CITIES – Cities Initiative Towards Inclusive and Equitable Societies” cofinanziato dalla UE, il progetto si propone di avvicinare la cittadinanza a culture cinematografiche invisibili sugli schermi italiani, rendendo al tempo stesso le associazioni della diaspora protagoniste della vita sociale e culturale del territorio in una dinamica di incontro e conoscenza reciproca.

Coordinato da Giacomo Tagliani, professore associato di cinema e media del Dipartimento di Comunicazione ed Economia di Unimore, “Mediazione cinematografica” mette al centro un approccio fortemente partecipativo: le associazioni coinvolte, infatti, non sono semplici destinatarie del progetto, ma protagoniste attive della sua realizzazione attraverso diversi azioni quali la scelta stessa dei film, la conduzione delle serate, dei dibattiti e la produzione di contenuti.

Il progetto si avvale della preziosa collaborazione del Centro Interculturale Mondinsieme, grazie al quale è stato possibile raccogliere la disponibilità di tre associazioni della città – rappresentanti il Burkina Faso, la Costa d’Avorio e il Ghana –che da novembre 2025, insieme allo staff di Mondinsieme e di Unimore, hanno avviato un dialogo che ha visto momenti di confronto e riflessione sui temi dell’interculturalità, dell’inclusione e degli stereotipi associati alle rappresentazioni cinematografiche di culture spesso percepite come altre e distanti. In questo percorso, il ruolo delle associazioni coinvolte è stato fondamentale anche per ottenere le stesse autorizzazioni alle proiezioni dei film scelti, grazie al coinvolgimento diretto di produttori, rappresentanti delle film commission nazionali e degli stessi autori dei film. Inoltre, le associazioni hanno supportato l'Università nell'attività di sottotitolazione in italiano di due dei film a partire dalle lingue originali.

In particolare, al percorso hanno partecipato Abreer Mahamadi Ouedraogo, presidente dell’Associazione dei Burkinabè di Reggio Emilia e dell’Emilia-Romagna, Abdoulaye Condé, segretario di Aire - Associazione degli Ivoriani di Reggio Emlia e Tracy Konadu Apontuah, fondatrice dell’Associazione NSAA Kente Group, impegnata nella valorizzazione dei portati culturali e artistici del Ghana.

Fondamentale anche la collaborazione dell’Ufficio Cinema del Comune di Reggio Emilia e del Cinema Rosebud che, coerente con la propria identità culturale, è da sempre impegnato nella promozione di cinematografie meno visibili e nella diffusione di opere provenienti da contesti culturali diversi. Ospitando le proiezioni gratuite del progetto, il cinema non si limita a mettere a disposizione un luogo fisico, ma diventa un vero e proprio mediatore culturale: uno spazio accessibile in cui il pubblico può entrare in contatto con storie, linguaggi e immaginari spesso assenti dai circuiti commerciali italiani. In questo senso, la collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia e con le associazioni della diaspora rafforza una missione che il Rosebud porta avanti da anni: costruire ponti attraverso il cinema, valorizzando la pluralità delle voci e favorendo una comprensione più profonda delle differenze.

Le studentesse del Dipartimento di Comunicazione ed Economia di Unimore che hanno aderito al progetto – Stefania Aliano, Irene Boselli, Elisa De Gisi, Patricia Djoupou, Audrey Nlubulu Mendouga e Ylenia Nesticò, coordinate dalla dottoressa Daniela Regnoli – hanno curato anche la campagna di comunicazione e di promozione dell’iniziativa, nel corso della quale sono stati affrontati alcuni degli stereotipi spesso presenti nella nostra considerazione delle produzioni culturali di altri paesi. Si tratta di un esempio virtuoso di come le competenze acquisite nei corsi di laurea possano essere messe al servizio dei bisogni della comunità reggiana nel suo insieme, sviluppando forme di cooperazione tra i vari ambiti sociali del territorio.

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Ultimo aggiornamento: 26-03-2026, 14:48