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A Reggio Emilia partirà da settembre la sperimentazione “Scuole Aperte” in sei istituti (tre primarie e tre secondarie di primo grado), con attività pomeridiane strutturate. L’obiettivo è creare un nuovo modello educativo che trasformi le scuole in centri di comunità, coinvolgendo famiglie, associazioni e territorio.

Ecco le scuole coinvolte:

Ada Negri (istituto comprensivo Manzoni), Zibordi (istituto comprensivo Leonardo) e Bartali (istituto comprensivo Lepido).
Per le secondarie di primo grado, invece, i pomeriggi si svolgeranno alla Galilei– succursale di Massenzatico, alla Einstein – succursale di Bagno e alla Pertini.

Il progetto, annunciato dall’assessora Marwa Mahmoud al Centro Loris Malaguzzi, nasce per rispondere alla carenza di tempo pieno e aiutare le famiglie a conciliare lavoro e vita quotidiana, offrendo ai ragazzi opportunità educative anche nel pomeriggio.

Un’indagine condotta con l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, che ha coinvolto migliaia di famiglie e studenti, ha evidenziato il bisogno di supporto scolastico, socialità, attività sportive e spazi sicuri per i giovani.

Il progetto punta quindi a costruire una “comunità educante”, basata sulla collaborazione tra istituzioni, scuola e territorio, e si inserisce in un confronto più ampio con esperienze simili attive in altre città italiane come Roma e Torino.

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Ultimo aggiornamento: 20-04-2026, 16:32