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Dalle classi reggiane parte una ricerca per ripensare l'inclusione scolastica. Grazie a un protocollo d'intesa approvato giovedì 29 ottobre Giunta comunale, Comune di Reggio Emilia e Università di Modena e Reggio Emilia avviano un progetto di ricerca-azione che metterà attorno allo stesso tavolo insegnanti, educatori e pedagogisti. L'obiettivo è sperimentare percorsi di coprogettazione capaci di rendere sempre più efficace la risposta educativa ai bisogni degli studenti e di promuovere una didattica realmente inclusiva per tutti.

L'accordo, della durata di tre anni, coinvolge il Servizio Officina Educativa del Comune di Reggio Emilia e il Dipartimento di Educazione e Scienze Umane (DESU) di Unimore e nasce dalla volontà condivisa di sviluppare attività di ricerca, formazione e sperimentazione sui temi dell'inclusione scolastica, della corresponsabilità educativa e dell'interprofessionalità.

Il progetto prende avvio da un percorso di confronto avviato nel corso dello scorso anno scolastico, in particolare a seguito di un partecipato appuntamento formativo condotto dalla professoressa Paola Damiani, docente associata di Pedagogia speciale e Didattica per l'inclusione e direttrice del Corso di specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità di Unimore. Da quell'esperienza è emersa, da parte di docenti e educatori, l'esigenza di approfondire modalità e strumenti per affrontare in modo condiviso le sfide educative presenti nelle classi, attraverso un lavoro collegiale sempre più strutturato.

La ricerca-azione sarà sperimentata nell'anno scolastico in corso in alcune classi pilota delle scuole secondarie di primo grado della città: la 1 E della scuola Fontanesi e la 2 C della scuola Einstein, una terza classe dell'Istituto Fermi sta inoltre valutando la partecipazione.

Sono coinvolti nel percorso dodici docenti, tra insegnanti curricolari e di sostegno, tre educatori per l'inclusione e tre coordinatrici pedagogiche chiamati a condividere pratiche, strumenti e modalità di lavoro orientate a una maggiore integrazione tra le diverse professionalità che operano nella scuola.

Fulcro della sperimentazione sarà il lavoro sui principali strumenti per l'inclusione presenti nel sistema scolastico, come il Piano educativo individualizzato (PEI) e il Piano didattico personalizzato (PDP), che il progetto intende valorizzare come occasioni di confronto e progettazione condivisa. L'obiettivo è costruire contesti educativi capaci di promuovere partecipazione, apprendimento e benessere per tutti gli studenti, mettendo al centro la collaborazione tra le figure adulte che accompagnano i percorsi di crescita dei ragazzi.

Tra le finalità individuate dal protocollo figurano il rafforzamento del dialogo interprofessionale tra docenti e educatori, la sperimentazione di pratiche di coprogettazione inclusiva, l'individuazione di strategie e buone pratiche per favorire la partecipazione e il successo formativo degli studenti e la costruzione di strumenti operativi condivisi, sostenibili ed efficaci per il lavoro educativo.

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Ultimo aggiornamento: 02-11-2026, 08:16