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Una sala piena, moltissimi giovani e un regista di fama internazionale che si intrattiene con il pubblico ben oltre la mezzanotte, firmando autografi e scattando selfie. La serata di lunedì 28 settembre con Nicolas Winding Refn ha restituito al Cinema Rosebud una delle immagini più belle di ciò che può essere oggi una sala cinematografica: non soltanto un luogo in cui vedere film, ma uno spazio in cui incontrare chi il cinema lo pensa, lo scrive e lo crea.
L’appuntamento, che ha registrato il tutto esaurito, ha portato a Reggio Emilia il regista danese per la presentazione della versione restaurata di “Drive”, il film del 2011 con Ryan Gosling divenuto un cult e tornato nelle sale a quindici anni dalla sua uscita.
Ma la serata non è stata soltanto la celebrazione di un film. Prima e dopo la proiezione, il cineasta si è raccontato in una lunga intervista che ha attraversato la sua carriera, il rapporto con le immagini e gli anni più difficili della sua vita. In particolare, Refn ha ricordato l’operazione al cuore affrontata nel 2023, durante la quale – come aveva raccontato pubblicamente anche al Festival di Cannes – è rimasto clinicamente morto per circa 25 minuti. Un’esperienza da cui è nato anche il suo nuovo lavoro e che ha segnato, nelle parole dello stesso autore, una sorta di rinascita personale e artistica.
Dopo un videocollegamento in diretta con centinaia di sale italiane, allo scoccare della mezzanotte il pubblico ha potuto festeggiare insieme a Refn il suo 56° compleanno.
Una notte speciale che, però, non resta un episodio isolato. Il Rosebud ha aperto infatti la nuova stagione mettendo al centro proprio l’incontro tra il pubblico e gli autori. Una vocazione che appartiene da sempre alla sala comunale, la cui programmazione intreccia cinema classico, rassegne dedicate agli autori e prime visioni.
Il viaggio nel cinema di Refn continua questa sera, martedì 29 settembre alle ore 19 e 21, con “Her Private Hell”, il nuovo lungometraggio del regista, presentato Fuori Concorso al Festival di Cannes 2026. Nel cast Sophie Thatcher, Charles Melton, Havana Rose Liu e Kristine Froseth, con le musiche del compositore italiano Pino Donaggio.
È il ritorno di Refn al lungometraggio a dieci anni da “The Neon Demon”: un’opera in cui horror, fantascienza e melodramma si incontrano dentro un universo di luci al neon, moda, suggestioni d’arte contemporanea e atmosfere sospese. Un film che porta alle estreme conseguenze l’estetica immediatamente riconoscibile del regista e che affonda le proprie radici proprio nell’esperienza di premorte vissuta dall’autore.
E il calendario degli ospiti non si ferma qui. Mercoledì 30 settembre, alle ore 21, sarà la volta di “The Bibi Files”, documentario diretto da Alexis Bloom e prodotto dal premio Oscar Alex Gibney. Per la proiezione – già sold out – saranno ospiti in videocollegamento la stessa regista, la giornalista d’inchiesta Giulia Innocenzi e la vicedirettrice de Il Fatto Quotidiano Maddalena Oliva. Un incontro che porterà il cinema a confrontarsi direttamente con l’attualità attraverso un documentario costruito anche sulle registrazioni degli interrogatori della polizia israeliana a Benjamin Netanyahu, alla sua famiglia e ai suoi collaboratori. Il film sarà proposto lo stesso giorno anche alle ore 19 e giovedì 1 ottobre alle ore 19 sempre in versione originale sottotitolata in italiano.
Giovedì 1° ottobre, alle ore 21, il Rosebud accoglierà invece Anna Foglietta, questa volta non soltanto nelle vesti di attrice ma di regista. Foglietta presenterà, insieme alla sceneggiatrice Tania Pedroni, “Una storia”, il suo debutto alla regia di un lungometraggio. Il film, interpretato da Guido Caprino e Alba Rohrwacher e presentato nella sezione Orizzonti della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2026 è un racconto intimo sulla famiglia, sulla coppia e su quelle crisi personali che costringono a rimettere in discussione identità e abitudini.
La settimana si chiuderà venerdì 2 ottobre, alle ore 21, con un altro importante ospite internazionale: il regista iraniano Ali Asgari che incontrerà il pubblico in occasione della proiezione di “Un po’ di luce”. Presentato in concorso alla Mostra di Venezia 2026, il film è il suo sesto lungometraggio del regista e arriva dopo titoli come “Kafka a Teheran” e “Divine Comedy”. Girato nei primi giorni della guerra in Iran, attraverso la vicenda di un medico il film racconta la difficoltà di immaginare un futuro in un Paese segnato dalla repressione e dalla crisi economica, ma anche la forza dei legami e della cura reciproca.
Informazioni e biglietti online: rosebud.comune.re.it
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Ultimo aggiornamento: 05-10-2026, 11:52