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Un collettivo under - 40, con importanti esperienze nei festival di fotografia, guiderà la manifestazione con un progetto che mette al centro la città, le sue comunità e la ricerca internazionale.
È il collettivo Kublaiklan ad aggiudicarsi la selezione per la direzione artistica di Fotografia Europea per il triennio 2027–2029.
La commissione, composta da Giorgio Van Straten (presidente), Matilde Barbieri, Daniele De Luigi, Monica Leoni, Francesca Mattioli e Davide Zanichelli, ha premiato la qualità di un progetto che concepisce il festival non come un semplice contenitore di mostre, ma come un generatore di esperienze: un laboratorio di relazioni, confronto e sapere condiviso, rivolto agli addetti ai lavori come a chi la città la vive tutto l’anno.
Kublaiklan è un collettivo di under-40 che porta a Reggio Emilia uno sguardo nuovo sul ruolo dei festival di fotografia oggi. Li accompagna un’esperienza solida maturata in quindici anni dietro le quinte di numerosi festival in cui hanno sviluppato competenze che spaziano dalla curatela all’allestimento, dall’educazione alla progettazione.
Alla base della proposta c’è una convinzione precisa: educazione visiva ed educazione civica sono strettamente legate. Saper leggere le immagini aiuta a vivere in modo più consapevole e un festival ha la responsabilità di offrire a tutti gli strumenti per farlo. In questa direzione va la loro proposta progettuale che prevede, tra le varie idee, di organizzare alcune committenze partecipative in cui artiste e artisti verranno invitati in residenza a Reggio Emilia e lavoreranno insieme a cittadini, associazioni e scuole, componendo nel corso del triennio una vera e propria cartografia umana della città.
Alle committenze si affiancheranno mostre di autori e autrici (italiani e internazionali) che prenderanno molteplici forme, dallo storytelling alla rilettura degli archivi storici cittadini, dalle pratiche socialmente impegnate alla dimensione installativa, passando per le nuove tecnologie, l’AI e il dialogo con altri media, sempre con un’attenzione importante alle relazioni che sottendono i processi dietro la creazione dei progetti.
Si mantiene la spinta internazionale grazie alla ricerca di co-produzioni con musei e istituzioni europee, per portare a Reggio Emilia progetti di alto profilo destinati poi a circolare in altre sedi.
Verrà, inoltre, dato ampio spazio alla ricerca e al dibattito settoriale, attraverso un solido network internazionale, che riunirà in momenti definiti i maggiori esperti di fotografia e di altre discipline, con l’obiettivo di istituire occasioni di approfondimento e di studio delle tematiche legate alla cultura visiva contemporanea.
Il progetto si strutturerà in dialogo con il sistema culturale reggiano: le istituzioni civiche e le Fondazioni culturali della città saranno coinvolte nella programmazione, anche attraverso format che intrecciano fotografia, musica, teatro e danza, perché il festival diventi un’impresa davvero condivisa.
Grande spazio sarà dato alla città grazie all’organizzazione di mostre nello spazio pubblico, a momenti più informali di incontro e scambio e al potenziamento del circuito OFF.
Il programma della prima edizione sarà presentato nei prossimi mesi.
Ultimo aggiornamento: 02-11-2026, 18:00