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Sono aperte le iscrizioni per partecipare alla visite guidate alla scoperta dell' architettura dipinta di Tommaso Sandrini nel centro storico di Reggio Emilia, nell’ambito della tredicesima edizione della rassegna “L’architettura dipinta del centro storico”. Sono diversi gli appuntamenti in programma venerdì 22 e sabato 23 maggio.
Si parte venerdì, alle ore 16.30, è prevista la visita alla Biblioteca Capitolare (ingresso da via Toschi 4), nel corso della quale ci sarà un’introduzione all’opera di Tommaso Sandrini e al quadraturismo nell’ambito reggiano. L’incontro, promosso dalla Diocesi di Reggio EmiliaGuastalla Ufficio Beni culturali e Nuova edilizia e dalla Venerabile Confraternita dell’Immacolata Concezione e San Francesco d’Assisi, illustrerà le vicende storico artistiche della chiesa di San Giovannino e il suo cospicuo patrimonio d’arte, nonché i restauri pittorici in corso.Sono previsti gli interventi dell’architetta Monica Zanfi, responsabile M.A.B. Diocesano (Museo, Archivi, Biblioteche); dell’avvocato Ferdinando Manenti, priore della Venerabile Confraternita, e dell’architetta Maria Cristina Costa, progettista del restauro della chiesa, che illustrerà gli interventi.
Sabato 23 maggio sono diversi gli appuntamenti in programma. Alla Basilica della Beata Vergine della Ghiara alle 10 e alle 11 sono in programma due visite guidate con il professore Alberto Cadoppi, seguite al pomeriggio da altrettanti appuntamenti alle 16 e alle 17 con l’architetto Mauro Severi. Il costo della visita è di 5 euro.
Alle 10, alle 11 e alle 12, inoltre, sono previste le visite guidate alla Chiesa di San Giovanni Evangelista, da tutti conosciuta come “San Giovannino”, a cura dell’architetto Damiano Leoncelli di LCL Studio di Architettura. Ad accompagnare i visitatori durante la visita – per cui è previsto un contributo di 20 euro a partecipante – ci saranno gli architetti Matilde Bianchi, Antonella Forlè e Marina Parmiggiani del Servizio Pianificazione Urbanistica ed Edilizia del Comune di Reggio Emilia.
La rassegna “Architettura dipinta in centro storico” è organizzato dalServizio Pianificazione Urbanistica ed Edilizia Privata del Comune di Reggio, ADSI Associazione Dimore Storiche Italiane sezione Emilia Romagna, Deputazione Reggiana di Storia Patria, la Venerabile Confraternita dell’Immacolata Concezione e di San Francesco d’Assisi, la Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla, l'Impresa Zuliani e lo studio LCL: architetti Maria Cristina Costa, Francesco Lenzini e Damiano Leoncelli.
Cenni storici
L’origine e lo sviluppo del Santuario della Madonna della Ghiara sono legati alla presenza dei Servi di Maria a Reggio Emilia. Chiamato dalla comunità reggiana, l’Ordine si stabilì nel 1313 in città, edificando il convento e la chiesa dedicata alla Santissima Annunziata nella zona ovest denominata “Ghiara”, così chiamata perché località ghiaiosa, essendo l’antico letto del fiume Crostolo.
La parabola del capitolo artistico del Santuario della Madonna della Ghiara si sviluppa in circa mezzo secolo, dal 1608 al 1648. L’apice della fioritura pittorica coincide con il grandioso e complesso ciclo decorativo degli affreschi: il tema non fu casuale, ma venne stabilito dalla Congregazione sopra la Fabbrica della Madonna Santissima dei Servi di Reggio in data 21 febbraio 1615.
A questo imponente lavoro partecipò l’élite degli artisti emiliani della prima metà del Seicento: Gian Francesco Barbieri detto il Guercino, Ludovico Carracci, Alessandro Tiarini, Pietro Armani, Tommaso Sandrini, Lionello Spada, tra gli altri.
L’opera sicuramente più imponente, per dimensioni e numero di raffigurazioni, è la cupola della basilica, la cui decorazione fu affidata a Tommaso Sandrini, che iniziò nel 1612 con la decorazione della lanterna. Nel 1614–1615 gli venne affidata la riquadratura architettonica della cupola, con l’obbligo di avvalersi di Lionello Spada.
La spazialità illusionistica creata da Sandrini aderisce e sviluppa la scansione spaziale dell’intera architettura, integrando con gusto barocco, alla pittura, la plasticità della scultura. Nella cupola è rappresentata “L’Assunzione della Beata Vergine in una gloria di angeli musicanti e cherubini”, in cui Maria è raffigurata contornata da eroi dell’Antico Testamento, angeli suonanti e putti in volo (1615).
Le prime notizie della chiesa di San Giovannino risalgono al XII secolo; la struttura attuale è frutto della ricostruzione cinquecentesca su progetto di Girolamo Casotti. La facciata del XVI secolo, in cotto a vista, risulta incompiuta.
L’“artistico edificio”, come lo definì lo studioso mons. Giovanni Saccani nel 1926, è sede della Venerabile Confraternita dell’Immacolata Concezione e di San Francesco d’Assisi.
Al XVII secolo risale l’esecuzione delle decorazioni pittoriche: mirabili affreschi, quadrature, trompe l’oeil e tele dei maggiori artisti del Seicento, non adeguatamente conosciuti, tra cui il Sandrini. Imponenti le due grandi tele di Alessandro Tiarini, poste ai lati del presbiterio ed eseguite nel 1624, tra le opere più significative dell’artista bolognese.
Nella seconda cappella di sinistra è presente un gruppo policromo quattrocentesco in terracotta raffigurante il Compianto sul Cristo morto, riferibile a Guido Mazzoni.
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Ultimo aggiornamento: 19-05-2026, 13:42