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Giovedì 28 maggio la Fondazione Luigi Rovati di Milano ha ospitato l’incontro “Ripensare l’antico attraverso l’arte contemporanea”, un confronto dedicato alle esperienze di contaminazione tra antico e contemporaneo che ha visto gli interventi di Giovanna Forlanelli, presidente della Fondazione Luigi Rovati, Alessandro Gazzotti e Giada Pellegrini, curatori dei Musei Civici di Reggio Emilia, Irene Biolchini, curatrice, e Marco Scotini, critico d’arte e curatore.

Nel corso dell’incontro è stato presentato il catalogo di “Acacia. Marco Maria Zanin nel Museo Gaetano Chierici di Paletnologia”, l’intervento artistico realizzato da Marco Maria Zanin (Padova, 1983) per il Palazzo dei Musei di Reggio Emilia. Il progetto, che intreccia arte contemporanea, archeologia, antropologia e memoria personale, è risultato vincitore del PAC2024 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
“Acacia” si sviluppa all’interno del Museo Gaetano Chierici di Paletnologia proponendo un dialogo tra epoche diverse attraverso una metodologia che combina pratica artistica e artigianale. Il progetto, curato da Irene Biolchini, Alessandro Gazzotti e Giada Pellegrini, nasce da una storia intima dell’artista – la perdita della sorella gemella prima della nascita, da lui chiamata Acacia – e si sviluppa come un dialogo tra epoche, materiali e forme di conoscenza.
Attraverso un linguaggio che mescola scultura, fotografia, ceramica, bronzo, vetro e tessitura, Zanin costruisce un percorso che esplora il corredo funebre come spazio di passaggio e trasformazione, restituendo al museo il ruolo di luogo vivo, relazionale e capace di generare nuove forme di prossimità tra arte, archeologia e antropologia.
Attraverso saggi critici e un’ampia sezione iconografica, e con i contributi di studiosi di rilievo internazionale, il volume, il cui progetto grafico è stato curato da Giulia Boccarossa, restituisce un percorso in cui l’arte diventa atto corale di rilettura del passato e di costruzione di futuro, mettendo in luce la metodologia di Zanin, fondata sull’incontro tra arte, antropologia e pratiche artigianali.
A seguito della conclusione della mostra “Acacia”, una selezione di oggetti prodotti appositamente per l’intervento artistico di Zanin è entrata a far parte delle collezioni permanenti del Palazzo dei Musei.
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Ultimo aggiornamento: 01-06-2026, 10:09