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Reggio Emilia ha presentato ufficialmente a Bruxelles la propria candidatura a Capitale europea del Volontariato 2028. La città punta al titolo valorizzando una tradizione di solidarietà e partecipazione lunga quasi due secoli, oggi rappresentata da 400 organizzazioni del terzo settore, 27.000 volontari, 1.800 volontari civici, oltre 500 volontari del verde, 9 Consulte civiche e circa 60 Gruppi di Controllo di Comunità.

La candidatura è sostenuta da Comune, Regione Emilia-Romagna, CSV Emilia e Fondazione E35, con l’obiettivo di mostrare in Europa un modello territoriale basato su collaborazione tra istituzioni, associazionismo, cittadinanza attiva, welfare di prossimità e coesione sociale. Reggio Emilia concorre con Lleida, Odder e Plzeň. Le candidature saranno presentate alla giuria del CEV il 15 ottobre 2026, mentre la città vincitrice sarà annunciata il 1 dicembre 2026.

Gli assessori Davide Prandi e Alessio Mammi sottolineano che la candidatura non riguarda solo le istituzioni, ma l’intera comunità: associazioni, volontari, cittadini e realtà territoriali. Per la Regione, il volontariato è una risorsa strategica: in Emilia-Romagna operano 27.000 organizzazioni non profit, quasi 246.000 volontari e oltre 72.000 lavoratori, con 10 milioni di euro destinati tra il 2018 e il 2024 a 564 progetti.

Il titolo di Capitale europea del Volontariato, promosso dal Centro europeo per il volontariato, premia le città che investono nel sostegno al volontariato secondo la strategia europea 2030. La candidatura di Reggio Emilia è stata costruita tramite un percorso di ascolto che ha coinvolto oltre 400 organizzazioni tra febbraio e maggio 2026.

Entro il 2028 la città punta a rafforzare le infrastrutture permanenti per il volontariato, coinvolgere 5.000 nuovi volontari e certificare oltre 500.000 ore di volontariato.

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Ufficio stampa del Comune di Reggio Emilia

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42121 Reggio Emilia

Ultimo aggiornamento: 02-07-2026, 09:13