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Sabato 28 febbraio Reggio Emilia celebra la figura di Antonio Piccinini con l’iniziativa “La memoria cammina. Sui luoghi del suo assassinio, a 102 anni di distanza, per ricordare una storia che appartiene a tutta la città” un percorso da murale al Foro Boario dedicato al celebre socialista assassinato dalle milizie fasciste nel 1924 fino alla lapide che lo ricorda posizionata in viale Trento Trieste.
La mattinata inizierà con il ritrovo alle ore 9.30 al Foro Boario di via XX Settembre davanti al murale dedicato al socialista reggiano, la camminata proseguirà poi su via della Costituzione, via Vincenzo Ferrari, sul lungo Crostolo vicino al ponte ferroviario luogo di ritrovamento del corpo di Piccinini, per raggiungere, attraverso via Emilia all’Angelo e via Filzi, la lapide commemorativa posizionata in viale Trento Trieste. All’arrivo, previsto alle ore 11.30, è in programma il saluto di Lanfranco De Franco, vicesindaco di Reggio Emilia e l’intervento di Ugo Pellini, botanico.La camminata sarà guidata dallo storico Alessandro Incerti di Istoreco.
Antonio Piccinini, nato a Reggio Emilia il 14 agosto 1884 da una famiglia modesta cominciò, giovanissimo, a lavorare in fabbrica. Nel 1905 si trasferì a Genova dovelavorò come tipografo per tre anni. Rientrato a Reggio Emilia appena 21enne continuò a svolgere l’attività di tipografo in via Gazzata ma parallelamente sviluppò l’impegno come sindacalista. Al sindacato unì poi la passione politica entrando nelle file del partito socialista al cui era iscritto dal 1914. Nel dibattito tra interventisti e neutralisti si schierò con decisione contro la guerra che di lì a poco sarebbe scoppiata.
La sua figura è dunque quanto mai attuale, perché fu promotore di politiche di disarmo, era noto per concludere i suoi interventi con lo slogan “guerra a tutte le guerre”.
Assessore Provinciale nel 1920 Antonio Piccinini fu candidato per il partito socialista in parlamento in occasione delle elezioni del 1924. Una decisione che gli costò la vita: Piccinini fu assassinato da un gruppo di fascisti che dopo averlo prelevato dalla sua abitazione, lo giustiziarono esponendo il corpo lungo la linea ferroviaria Reggio- Ciano alla vista degli operai che andavano al lavoro. Nonstante fosse stato assassinato pochi mesi prima Piccinini venne ugualmente eletto per il coraggio, la coerenza e l’onestà che i cittadini reggiani gli riconobbero. Lo stesso Giacomo Matteotti, a cui pochi mesi sarebbe toccato lo stesso brutale destino, ne denunciò pubblicamente il barbaro omicidio.
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Ultimo aggiornamento: 27-02-2026, 10:45