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Il cibo e le tradizioni della cucina sono i grandi protagonisti della mostra “Sapere e tavola. Tracce documentarie di gusto e cultura dalle origini al presente” che aprirà sabato 24 gennaio alla biblioteca Panizzi per raccontare la storia agroalimentare del territorio reggiano attraverso le opere custodite nella biblioteca cittadina. L’esposizione, curata da Antonella Campanini, docente di Storia dell’alimentazione all’Università di Bologna, propone un viaggio attraverso i documenti e i testi che dal Medioevo a oggi raccontano di come è cambiato il rapporto con il cibo e la cultura dello “stare a tavola”. Nel percorso espositivo il cibo diviene infatti chiave privilegiata per leggere la storia, la cultura e l’identità: dagli antichi ricettari famigliari “Elogi del porco” di Giuseppe Ferrari, dalla cena di Trimalcione narrata da Petrarca al “Ghiottone errante” di Paolo Monelli, una vera e propria guida gastronomica, realizzata viaggiando e mangiando, con lo scopo di educare il viaggiatore alla scoperta del cibo. Accanto ai testi, anche le immagini danno risalto al valore culturale del cibo, come il dipinto di Cirillo Manicardi che ritrae un casaro e materiali relativi alla “Società del Pito”, nata nel 1885, che raduna intorno alla tavola imbandita ricchi esponenti della borghesia cittadina, accomunati da intenti ludici ma al tempo stesso politici e culturali. O ancora le fotografie di viale Umberto I trasformato in campo agricolo in tempo di guerra o la caricatura di Camillo Prampolini che supervisiona la produzione agricola.

“Mangiare non è mai solo nutrirsi: è un atto carico di simboli che riflette il nostro mondo interiore, le relazioni e l’esistenza. Allo stesso modo, leggere un libro ci riconduce a noi stessi e al nostro modo di stare nel mondo – commenta l’assessore alla Cultura del Comune di Reggio Marco Mietto - La missione di un’istituzione culturale, quella che orienta le nostre politiche, è offrire occasioni e strumenti per comprendere se stessi e la realtà. Ciò è particolarmente urgente oggi, in un tempo di incertezza e disorientamento, sospeso tra un mondo che non c’è più e uno nuovo, ancora troppo difficile da interpretare. Anche sul piano organizzativo, il progetto segue le linee guida adottate in questi mesi : ridurre la dispersione di eventi e temi per proporre una programmazione il più possibile coerente, rilevante, riconoscibile, legata al territorio e, appunto, strettamente funzionale alla missione”.

Libri antichi e moderni, documenti, immagini e materiali d’archivio consentono quindi di ricostruire cucine scomparse, tradizioni gastronomiche, immaginari collettivi e sistemi di produzione, mostrando come il presente sia l’esito di una lunga eredità perché, se è vero che “L’uomo è ciò che mangia”, è anche vero che “è ciò che ha mangiato”. Se ne avrà già un “assaggio”sabato 24 gennaio, giorno dell’apertura della mostra (ore 11), quando nel pomeriggio, alle ore 16.30, Gino Ruozzi, già docente di letteratura italiana dell’Università di Bologna, dialogherà con Antonella Campanini in “Piaceri gastronomici e letterari a Reggio Emilia”, un incontro che intreccia cucina e letteratura attraverso alcune figure centrali della cultura reggiana, da Zavattini a Tondelli.

La ricchezza del patrimonio custodito dalla biblioteca Panizzi consente di mantenere aperta la mostra per tutto il 2026, esponendo il materiale a rotazione. L’attuale allestimento sarà visibile fino al 30 maggio, mentre da giugno sarà possibile ammirare nuove immagini e documenti.

Eventi

La mostra è accompagnata da un ricco programma di eventi collaterali di approfondimento – circa 30 tra gennaio e maggio - che coinvolgerà anche le biblioteche decentrate, tra conferenze, narrazioni teatrali, esplorazione di antichi ricettari reggiani e visite guidate.

Il primo di questi appuntamenti si terrà venerdì 30 gennaio alle ore 17.30, alla Biblioteca Rosta Nuova e sarà dedicato a “L’antica cucina contadina reggiana: una cucina a km 0”con Giuliano Bagnoli che parlerà dei saperi gastronomici della tradizione rurale, di piatti poveri ma ricchi di storia e del profondo legame tra territorio, stagioni e cucina contadina (ingresso su prenotazione tel. 0522 585636). Sabato 31 gennaio invece, alle ore 11 in Biblioteca Panizzi, spazio a “La grammatica del gusto: come i sapori scrivono la nostra identità”, realizzato in collaborazione con l’Accademia Italiana della Cucina: Anna Marmiroli guiderà il pubblico in un percorso nella storia del gusto come chiave di lettura dell’identità collettiva, tra sapori, parole e memorie.

Credits

La mostra è promossa da Comune di Reggio Emilia – Biblioteca Panizzi e Università di Bologna, Dipartimento di Storia, culture, civiltà, in collaborazione con Accademia Italiana della Cucina e Circolo Arci Cucine del Popolo, con il sostegno di Iren, Cirfood e Adelsystem.

Per informazioni: www.bibliotecapanizzi.it

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Ultimo aggiornamento: 27-01-2026, 09:30