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Interessa anche fuori dai confini territoriali la sperimentazione reggiana di Scuole aperte che dall’anno scolastico 2026/2027 coinvolgerà tre scuole primarie e tre scuole secondarie di primo grado, con l’obiettivo di testare un nuovo modello educativo orientato alla costruzione di una comunità educante per estenderlo poi su scala cittadina.

Nella mattinata di martedì 7 luglio presso il Municipio di piazza Prampolini, alla presenza del sindaco Marco Massari, si è avviata, con la firma di un Protocollo d’intesa, la prima fase dell’alleanza tra il Comune di Reggio Emilia e l’impresa sociale Con i bambini per implementare progetti educativi cittadini nella cornice dell’iniziativa Scuole Aperte. Hanno partecipato all’incontro l’assessora alle Politiche educative Marwa Mahmoud e il presidente dell’Impresa sociale Con i Bambini, Rossi Doria. Erano inoltre presenti rappresentanti del Servizio Officina Educativa del Comune, le dirigenti scolastiche delle Scuole Primarie interessate dalla sperimentazione e rappresentanti del DESU, il Dipartimento di Educazione e Scienze Umane di Unimore.

Il Protocollo

L’attività di studio che condurrà Con i Bambini si concentrerà in particolare sull’analisi dei processi di costruzione e funzionamento della comunità educante territoriale a partire dagli esiti dei percorsi di coprogettazione finalizzati alla definizione di proposte educative extrascolastiche. Particolare attenzione sarà prestata al processo di ascolto e analisi del bisogno sociale in rapporto alle esigenze educative e di conciliazione vita-lavoro, al ruolo delle istituzioni scolastiche nella costruzione della comunità educante; all’ipotesi di misurazione di risultati e impatti della sperimentazione e del nuovo modello sul territorio, alle condizioni di sostenibilità e replicabilità del modello.

Il progetto

Dall’avvio dell’anno scolastico Scuole Aperte prenderà il via in sei istituti del Comune di Reggio Emilia introducendo attività pomeridiane strutturate con un nuovo format educativo capace di mettere in rete scuola, famiglie e territorio. Partecipano alla sperimentazione tre scuole primarie e tre secondarie di primo grado: Ada Negri (istituto comprensivo Manzoni), Zibordi (istituto comprensivo Leonardo) e Bartali (istituto comprensivo Lepido). Per le secondarie di primo grado, invece, i pomeriggi si svolgeranno alla Galilei– succursale di Massenzatico, alla Einstein – succursale di Bagno e alla Pertini.

I bisogni delle famiglie

Il progetto si sviluppa in collaborazione con due dipartimenti dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Il Dipartimento di Comunicazione ed Economia ha condotto un’indagine, promossa dal Comune di Reggio Emilia e finanziata dalla Regione Emilia-Romagna attraverso il bando Partecipazione, che ha coinvolto oltre 3mila famiglie reggiane e 5mila ragazzi e ragazzi delle scuole. Tra i bisogni espressi dalle famiglie, sono emersi la necessità di supportare i figli nell’apprendimento scolastico e nella gestione dei compiti, e i bisogni di socialità per fare in modo che bambini e ragazzi possano stare al pomeriggio con gli amici e divertirsi. Tra gli aspetti evidenziati dalle famiglie per i figli c’è anche una sana alimentazione, il poter contare sulla supervisione degli adulti e il dare la possibilità a bambini e ragazzi di sentirsi parte attiva del proprio contesto e trovare nuove opportunità, oltre allo sviluppo personale di autonomia, auto-stima e gestione delle emozioni. Accanto alle famiglie, anche studenti e alunni sono stati protagonisti dell’indagine: cinquemila ragazzi e ragazze hanno espresso bisogni e desideri, evidenziando l’importanza di spazi per stare insieme, divertirsi, praticare sport e avere tempo libero.

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Ultimo aggiornamento: 08-07-2026, 13:16