Proclamazione vincitori Premio per la Pace Giuseppe Dossetti
XVII Edizione – Anno 2025/2026

Sezione cittadini
Al presidente Romano Prodi, candidato dall’Istituto Cervi, è stato conferito il Premio per la pace nella sezione singolo cittadino.
“Il professor Romano Prodi è uno dei maggiori studiosi di economia a livello nazionale e internazionale. È stato due volte Presidente del Consiglio italiano e, per un intero mandato, Presidente della Commissione europea. In tutti i suoi incarichi pubblici (oltre a quelli menzionati, fu consigliere comunale a Reggio Emilia, presidente dell’IRI e ministro dell’Industria) si è distinto per la grande attenzione alle dinamiche politiche internazionali, finalizzando sempre i suoi interessi e le sue azioni alla sviluppo dei popoli più poveri, oltre che al funzionamento delle istituzioni multilaterali preposte alla promozione dello sviluppo e della pace.
In particolare si è dedicato con risultati ampiamente apprezzati all’allargamento dei confini dell’Unione europea con spirito inclusivo verso i paesi centro-europei dopo la fine dell’Unione Sovietica, ispirato dalla convinzione che l’Unione fosse e dovesse essere sempre più un insieme di minoranze e diversità determinate a realizzare tra di sé e con il resto del mondo condizioni di giustizia e convivenza pacifica. Sicuramente un grande testimone e un fattivo “costruttore di pace”
Sezione associazioni nazionali
Il primo premio è stato conferito all’Associazione “La Piccola Famiglia aps” di Coriano (RN) per il progetto “Case famiglia per persone fragili in Italia e Albania”.
“Per la straordinaria capacità di trasformare l’accoglienza in uno strumento di diplomazia dal basso e giustizia sociale. Attraverso il progetto delle Case Famiglia, l’associazione costruisce solidarietà e giustizia sociale in Italia e in Albania, garantendo dignità a persone con disabilità, persone fragili, minori, stranieri, vulnerabili. Una menzione speciale va al progetto "Case Italia-Cina", un’esperienza d'avanguardia che favorisce l'integrazione di bambini e giovani di origine asiatica, abbattendo barriere linguistiche e culturali per prevenire l'emarginazione.
La Piccola Famiglia promuove una cultura dell'incontro che contrasta le radici della povertà e dell'isolamento sociale. Ogni casa diventa un presidio di pace, dove il dialogo tra culture diverse ripara tessuti sociali lacerati. Il loro impegno dimostra che la pace si edifica quotidianamente attraverso l'inclusione reale e il sostegno ai più invisibili”.
A ritirare il premio – consegnato dalla consigliera regionale Anna Fornili - è stato il presidente Lanfranco Bellavista.
Sezione associazioni reggiane
Vincitore del premio ‘Manodori’ è il Movimento Donne in Nero Reggio Emilia per l’azione di pace “Fuori la guerra dalla storia. Una testimonianza attiva.“
"Dal 2021 ha ripreso ad abitare con continuità le piazze della città. Attraverso la pratica dei presidi silenziosi, ogni settimana, vestite di nero in segno di lutto per tutte le vittime dei conflitti, queste donne trasformano il corpo in un messaggio politico nonviolento, opponendosi fermamente alle guerre e alla violazione dei diritti umani. Il loro impegno si radica in una storia profonda, nata in Israele nel 1988 per denunciare l'occupazione della Cisgiordania e di Gaza, e portata avanti a Reggio Emilia fin dal 1991. La forza di questo movimento risiede nella sua capacità di essere un punto di riferimento sensibilizzante e aggregante per l'intera cittadinanza, offrendo anche informazioni su conflitti spesso dimenticati e tessendo reti di solidarietà con numerose associazioni locali e internazionali. Oltre alla presenza settimanale nelle piazze reggiane, le Donne in Nero svolgono attività educative e di sensibilizzazione sulla responsabilità individuale e collettiva nella costruzione della pace”.
A ritirare il riconoscimento è stata Letizia Valli, tra le fondatrici del Movimento a Reggio Emilia, che ha comunicato la volontà di devolvere il premio a Assopace Palestina, e in particolare ai due progetti “Aiutiamo l’ospedale Al Awda di Gaza” e “Un trattore per At-Tuwani. A consegnare il premio è stato il presidente della Fondazione Manodori di Reggio Emilia Leonello Guidetti.
Menzioni speciali
Una prima menzione speciale è stata attribuita all’Associazione “Percorsi di vita ODV” di Bergamo per il coraggioso progetto “Artigiani della Pace”, campi di volontariato e servizio per giovani in Palestina.
“La prima menzione speciale viene attribuita all’Associazione “Percorsi di vita ODV” di Bergamo per il coraggioso progetto “Artigiani della Pace”, campi di volontariato e servizio per giovani in Palestina. Il progetto trasforma il viaggio in un cammino di maturazione umana e spirituale. In un 2026 ancora segnato dalle ferite dei troppi conflitti, l'associazione promuove campi di servizio in Terrasanta, offrendo ai giovani italiani l'opportunità di farsi "pellegrini di pace" tra Betlemme, Gerusalemme e i campi profughi della Palestina. Non si tratta di semplice volontariato, ma di un’immersione profonda nella quotidianità di comunità dilaniate, dove la condivisione del cibo, del lavoro e delle storie diventa l'unico linguaggio possibile contro la logica della guerra. Attraverso l'incontro diretto con le realtà locali e il sostegno a progetti educativi e sociali, i partecipanti diventano testimoni oculari di una speranza resiliente. Premiamo questo impegno che insegna alle nuove generazioni a non restare indifferenti, ma a sporcarsi le mani per ricostruire ponti di dialogo laddove sono stati eretti muri, seminando germogli di riconciliazione e di pace in una terra che invoca giustizia e fratellanza”.
A ritirare il premio – consegnato dal vicesindaco di Cavriago Matteo Franzoni - è stata la referente dell’associazione Maddalena Cogorno.
Una seconda menzione speciale è andata al movimento “Gazamuore” di Modena per il progetto “Disertiamo il silenzio”, che vuole contrastare l’impotenza e l’indifferenza rispetto a ciò che è accaduto e accade a Gaza. Un’iniziativa di sensibilizzazione, di informazione e di partecipazione attiva.
“Una risposta coraggiosa e necessaria all’impotenza e all’indifferenza che purtroppo circondano la tragedia palestinese. Il movimento è nato dalla mobilitazione spontanea di alcune famiglie modenesi ed è stato capace di catalizzare una rete di partecipazione attiva di oltre 1.500 persone in un impegno civile collettivo. Attraverso iniziative di sensibilizzazione, informazione e mobilitazione di piazza, il progetto denuncia con forza che Gaza e la Cisgiordania purtroppo non conoscono alcuna “pace”: nonostante i tentativi diplomatici, nessuna delle cause strutturali della guerra è stata rimossa. In Palestina si continua a morire e a subire un’oppressione sistematica che non concede tregua. In questo scenario, il movimento “Gaza muore” trasforma l’indignazione in azione, ricordandoci che la solidarietà attiva e la presenza fisica nelle piazze della società civile non sono solo gesti simbolici, ma restano strumenti necessari e urgenti per rompere il muro del silenzio”.
A ritirare il premio – consegnato dal consigliere della Provincia di Reggio Emilia Alberto Olmi – sono stati Nicola Guaraldi e Marcello Borgazzi, del movimento “Gazamuore”.
Sezione scuole
Per la Sezione scuole secondarie di primo grado il premio è stato consegnato alle classi 3°A, 3B, 3C della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo ‘Giuseppe Dossetti’ di Cavriago per il gioco da tavolo multimediale “Costituzione e pace. L’eredità di Dossetti”. A ritirarlo sono stati gli studenti coinvolti nel progetto accompagnati dalla docente Sara Mezzetti e dal dirigente scolastico Gaetano Mallia.
Questa la motivazione: “Il gioco da tavolo "Costituzione e pace: l’eredità di Dossetti" ci ha stupito e divertito. Il gruppo ha saputo tessere un legame profondo tra la storia locale di Cavriago e i grandi eventi del Novecento quali la costruzione della ferrovia Reggio/Ciano; la nascita delle Casse Rurali; la lotta partigiana; la scrittura della Carta Costituzionale; il rinnovamento conciliare. Attraverso la riscoperta delle radici di Giuseppe Dossetti, gli studenti hanno "abitato" la storia, trasformando la toponomastica e i mutamenti sociali in tappe di un percorso di consapevolezza civile.
Il gioco non è solo un passatempo, ma uno strumento di educazione tra pari. Scegliendo di focalizzarsi sui pilastri della nostra Costituzione e sull’impegno di Dossetti per il dialogo, i ragazzi hanno dimostrato che la pace non è un concetto astratto, ma il risultato di un impegno concreto fatto di studio, confronto e rispetto delle regole. La giuria ha premiato anche l’approccio multidisciplinare che unisce: le competenze digitali, l’artigianato tecnologico e la capacità rendere i contenuti complessi accessibili ai coetanei. Inoltre gli alunni hanno operato un ribaltamento concettuale: se nel Monopoli tradizionale l'obiettivo è l'accumulo di ricchezza individuale e la competizione per il possesso, nel gioco da tavolo "Costituzione e pace: l’eredità di Dossetti" il successo si misura attraverso l’acquisizione di conoscenza e la cooperazione: la pace e la democrazia sono opere collettive che richiedono il contributo di ognuno”.
Per le scuole secondarie di secondo grado il primo premio è stato assegnato alle classi 2A e 3D Istituto “Galvani Iodi” di Reggio Emilia per il video “La Costituzione italiana: un'arma per la pace, un privilegio per l'uguaglianza”.
Con questo filmato, infatti, gli studenti e le studentesse hanno “saputo coniugare rigore storico e sensibilità creativa, traducendo la complessità dei valori costituzionali in un linguaggio multimediale originale. Attraverso l’efficace metafora di una storia d’amore tra il popolo italiano e la propria Carta costituzionale, gli studenti hanno saputo "umanizzare" il testo giuridico, restituendo alla Costituzione la sua natura di patto etico e sociale, necessario per la coesione di una comunità. Il lavoro degli studenti e delle studentesse si distingue per la ricerca storica, narrando l’evoluzione dei diritti civili partendo dalle macerie della guerra fino all’oggi, perchè la memoria non è un archivio statico, ma un organismo vivo che affonda le radici nelle sofferenze del passato per generare i diritti del presente. In piena coerenza con lo spirito del Premio Dossetti, l’elaborato si configura come un potente monito intergenerazionale e un esercizio di cittadinanza attiva e per aver ricordato a tutti noi che la Costituzione vive, respira e si protegge attraverso le scelte, grandi e piccole, di ogni giorno. Dicono i ragazzi nel video: “È stato l’inizio di un bellissimo viaggio, fatto di uguaglianza e di aiuto, di pace e di rispetto, di tutele e di solidarietà. La Costituzione cambia per adeguarsi al cambiare del popolo, è accanto ad esso nei momenti di difficoltà, a protezione e baluardo dei bisognosi, della cultura, della ricerca, della scienza, della cultura, del patrimonio, è accanto a giovani, anziani, imprese, lavoratori. Oggi la storia d’amore continua ed è viva più che mai con gli stessi valori e ideali”.
Il premio è stato ritirato dalle classi 2A e 3D Istituto “Galvani Iodi” di Reggio Emilia, accompagnate dai docenti Salvatore Corcione e Laura Spallanzani.
Il secondo premio è stato assegnato a Sara Costetti della classe 4° B Istituto Cattaneo Dall’Aglio di Castelnovo ne’ Monti (RE) per il saggio “Oltre il rumore delle armi: la pace come scelta quotidiana”.
"Un saggio breve che si apre con una riflessione amara sul mondo di oggi “segnato – scrive l’autrice – da confini tracciati con l’inchiostro della paura” per fermarsi a considerare la realtà della guerra che “nasce molto prima del primo colpo sparato” ma inizia “quando una voce viene zittita, quando una differenza diviene una colpa”. E di questo la storia offre molti esempi.
In questo orizzonte l’autrice inserisce la figura e l’opera di Giuseppe Dossetti come “costruttore di uguaglianza e di pace”: l’uomo politico, il costituente, il sacerdote. E individua – e dimostra in modo coerente - che la forza dell’uomo e dell’opera dossettiana consiste nell’aver operato e “dato risposte” secondo due dimensioni inscindibili: quella politica e quella spirituale. L’elaborato rivela ottimo possesso degli strumenti linguistici e una maturità di pensiero davvero rara in una ragazza di 18 anni”.
A ritirare il premio è stata l’autrice Sara Costetti con la docente Raffaella Ciccone.
Sono poi state assegnate due menzioni speciali.
La prima è andata alla “This IIS Nobili Band” dell’Istituto Nobili di Reggio Emilia per il video musicale “Terra di popoli”, “per la capacità di tradurre i valori della convivenza in un linguaggio universale, quello della musica e del video; è stata apprezzata l'efficacia di una didattica che esce dai libri di testo per farsi esperienza. Attraverso il coinvolgimento di un gruppo di 12 studenti e studentesse di origini diverse, “Terra di popoli” celebra la pace, l'integrazione multiculturale, il dialogo e la solidarietà come pilastri dell'identità europea, unendo la freschezza creativa alla solennità della Sala del Tricolore nella quale il video è girato”.
A ritirare la menzione sono stati gli studenti Jeremiah Adebayo, Yasmine El Bahlili, Sara Esposito, Gabriele Ghirardini, Alessandro Rossi, insieme ai docenti Francesco Amato, Marco V. Ambrosi e Veronica Vezzosi.
La seconda menzione è stata consegnata agli studenti Federico Santi, Manuel Cataldo, Stiven Pavesi, Giulia Pizzimenti, Federica Fusco della classe 3°G Istituto Galvani Iodi di Reggio Emilia per la poesia “La pace resta in piedi”.
“La voce della poesia per parlare di pace e di guerra; una voce pacata e garbata che chiede ascolto “contro le urla dei cannoni, “che vuole “una pace dal nome pulito”.
l testo – come è nella natura del linguaggio poetico – traduce concetti e riflessioni in immagini spesso molto felici, talvolta evocative e suggestive, talvolta dure e perentorie: “prima i volti, le mani, gli uomini … le bandiere vengono dopo, dice la poesia, quando nessuno deve morire per difenderle; le medaglie, sottolineano gli autori, non di rado pesano come colpe. E se il dolore arriva da lontano, la distanza non può assolverci. È apprezzabile e sempre più raro che nella scuola si coltivi ancora il linguaggio della poesia. È stato bello per noi leggerlo”.
A ritirare il premio sono stati gli studenti Federico Santi, Manuel Cataldo, Stiven Pavesi, Giulia Pizzimenti, Federica Fusco con i docenti Monica Di Bari, Salvatore Corcione e Laura Spallanzani.
La Giuria del “Premio per la Pace Giuseppe Dossetti”, presieduta dall’onorevole Pierluigi Castagnetti, è attualmente composta da Matteo Franzoni, Clementina Santi, Paolo Burani, Chiara Piacentini, in accordo con Fondazione Pietro Manodori per il premio omonimo.